lunedì 27 giugno 2011

Contaminazione dei cibi in Giappone

Una delle preoccupazioni correnti in Giappone  è se il cibo sia stato contaminato dal materiale radioattivo della centrale. 
Anche a Tokyo i supermercati ed i negozi di alimentari riportano la regione di provenienza e garantiscono la non pericolosità dei prodotti. Una delle coop ha pubblicato alla fine di maggio questo volantino in cui è riportato il contenuto di Cesio (134 e 137) e Iodio (131) nei cibi   e la loro provenienza.

I valori sono tutti inferiori a quelli di sicurezza. Anche se per gli adulti il governo giapponese tollera 2000 Bq/kg, preferirei assumere il valore per i bambini (e per l'acqua in Italia, ad esempio) di 100 Bq/kg (o meglio Bq/l per i liquidi). 
Le regioni più vicine siano maggiormente influenzate dalla ricaduta ed accumulo di materiale radioattivo (anche se l'andamento dei venti e le pioggie rendono casuali i depositi).   Il valore maggiore lo riporta il tè della regione di Shizuoka (a sud di Tokyo), con un valore di 72 Bq/kg il 16/5/2011. 
Questo valore non è allarmante, (anche se lo Yomiuri shinbun riporta valori sino a 3000 Bq/kg) dato che il tè viene consumato in piccole quantità e solo una parte si discioglie nell'acqua. 

Al momento, almeno a Tokyo, non vi è un impatto evidente sull'economia e sui consumi,ma  le martoriate regioni intorno alla centrale stanno subendo danni crescenti: un articolo del Japan Times riporta l'incremento dei suicidi anche tra gli agricoltori e gli allevatori che hanno perso tutto a causa della radiazione. 
E' difficile prevedere l'andamento che avrà la radioattività nei prossimi mesi: il cesio 137  ha un tempo di dimezzamento di 30 anni per cui avrà bisogno di tempo per uscire dal circolo, mentre lo iodio, che decade in 8 giorni è già sparito. 

‎Sarà quindi necessario del tempo affinché il materiale radioattivo sia smaltito ed eliminato: di recente,  all'interno del sistema di trattamento delle acque fognarie  di Tokyo,  è stato misurato nell'aria un valore di 2.7 microSv/ora. Si tratta di un dato alto ma non pericoloso e comunque  contenuto alla zona interna alle strutture che raccolgono e processano le acque di decine di km quadri in  in vasconi di poche decine di metri cubi.

Aggiunta del 27/6: Il Japan Times  ha pubblicato la tabella dei limiti posti alla radiazione nei vari paesi del mondo.

Come già accennato, lo iodio pare assente dai cibi, mentre il cesio è ancora presente. Akira Sugenoya, sindaco della città di Matsumoto, nella prefettura di Nagano (e medico che ha curato i malati di tiroide in Bielorussia dopo Chernobyl), concorda nella severità dei limiti posti, ma aggiunge che è preferibile evitare  che madri incinte e bambini sotto i 14 anni consumino cibo contaminato.