martedì 16 aprile 2013

Materia Oscura finalmente scovata? Un nuovo segnale dall'esperimento CDMS.

L'ammasso di galassie nella costellazione
Coma, dove negli anni '30
fu identificata per la prima volta la presenza di materia
 non visibile ai telescopi. 
Almeno un quarto della massa del nostro universo è composto di materia oscura. Probabilmente si tratta  di una particella non prevista nel modello standard ma necessaria per "mettere a posto" vari problemi di meccanica quantistica e cosmologia. Negli anni moltissimi esperimenti hanno cercato la materia oscura sottoterra, nello  spazio e su acceleratore, con alterne vicende e senza un risultato definitivo.





Le misure di CDMS II
l'asterisco nero mostra
massa e probabilità di interazione
della particella candidata
di materia oscura
Pochi giorni fa l'esperimento CDMS II ha presentato i suoi risultati, pubblicati in un preprint qui e ripresi dal blog di Nature (qui una rassegna). I ricercatori di CDMS hanno trovato 3 eventi (su un fondo atteso di 0.7). Il segnale è piccolo per parlare di scoperta ma focalizza la massa della particella a 8.8 GeV, - molto di meno di quanto molti si sarebbero aspettati.

La massa è anche vicina a quella misurata dall'esperimento DAMA. Da più di un decennio .- infatti - questo l'esperimento italiano, posto  sotto il Gran Sasso, mostra un segnale di modulazione annuale consistente conl'ipotesi che  questa elusiva e fondamentale particella urti il rivelatore con frequenza maggiore o minore a seconda della direzione in cui spira il "vento" galattico. A giugno, quando la velocità della terra attorno al sole si somma con quellanel sole attorno al centro galattico, il segnale è massimo, mentre a dicembre - in un periodo di relativa bonaccia - il numero di conteggi è minimo. La sezione d'urto (ossia la probabilità di interazione) è più bassa per CDMS II rispetto a quella per DAMA, ma questa differenza potrebbe essere spiegata in termini di efficienza dei rivelatori o del modello di interazione.

Il segnale annuale dell'esperimento DAMA