sabato 24 agosto 2013

Le perdite di acqua radioattiva a Fukushima: una goccia nell’oceano?

La radioattività presente naturalmente nei 100 km di oceano prospicienti Giappone (rosso: 14C  blu: 40K) a confronto con quella immessa dalla centrale di Fukushima (verde 90Sr + 137Cs)
Sono ormai settimane che si susseguono i rapporti di fughe d’acqua contaminata dalla radiazione dalla centrale di Fukushima. La TEPCO sta dando l’ennesima prova di inefficienza e lentezza ad affrontare quella che non è più una emergenza, ma un complesso e grave incidente industriale. Non ci dovrebbero essere perdite da tempo ma una serie di ritardi e problemi agli impianti di pompaggio e depurazione sta aggravando il problema. Inoltre non è detto che un intervento del governo possa migliorare le cose: ad esempio sono settimane che l’NRA (nuclear regulation authority giapponese) non si pronuncia sulla riattivazione del sistema di depurazione delle acque radioattive.
Il 23/8/2013 ne abbiamo parlato con gli amici di Radio Tre Scienza in un'intervista qui, ma nella confusione delle notizie nostrane vale la pena ricordare alcuni fatti:
  • L’acqua radioattiva proviene sia da una perdita ad  uno dei mille contenitori in acciaio in cui è stata stoccata che da contaminazione nel terreno.
  • Si tratta di acqua molto radioattiva nella zona prossima alla centrale, con perdite stimate in 20,000 miliardi di Bq (3e13 bq) tra 90Sr e 137Cs.
  • Lungo le coste della regione di Fukushima,  non è quindi possibile pescare, con notevoli danni alle aziende ittiche della zona che hanno dovuto cessare le attività sino a data da destinarsi.
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