giovedì 7 novembre 2013

Censura su "La (non è questa) Vita in Diretta": TV & Nazi-Eugenetica delle veline

Il 6 Novembre il quotidiano Avvenire pubblica:
"Tutto era pronto, lunedì, in casa Tresoldi per la diretta tivù: da due giorni i camion della Rai stazionavano lì sotto, con via vai di giornalisti e cameraman che indaffaravano mamma Ezia, sempre pronta a sfornare focacce. Nel caseggiato di Carugate (Milano) abita Max, il giovane che nel 2001 si è risvegliato dopo dieci anni di stato vegetativo, e quando è "tornato" ha detto una cosa terribile e bellissima: «C’ero sempre stato. Sentivo e vedevo tutto, ma non sapevo come dirvelo». 

Da allora, pur disabile, gira l’Italia a testimoniare come la cura dell’amore non sia una fiction ma l’unica terapia nota (la scienza neurologica la chiama "effetto mamma") e anche a «La Vita in Diretta» doveva raccontare la sua storia di speranza. «Riempite la casa di amici – avevano chiesto da via Teulada –, dobbiamo dare un grande messaggio alle famiglie». Così in tanti hanno preso ferie e puntuali alle 16.30 erano lì intorno a Max per quei venti minuti di diretta, molti per i tempi televisivi, pochi per raccontare dieci anni di attesa e un risveglio incredibile. 

Ma per ore in studio si parla di altro e la parola passa a Carugate quasi alle 18, mentre già scorrono i titoli di coda. Max è stanco ma sorride, alza il pollice per dire che è ok, sua madre si affanna a riassumere, l’inviata della Rai pure. Due minuti tra tutti. Stop. Si torna in studio, commento finale affidato ad Alda D’Eusanio: «Quella non è vita», spara in faccia a Max, che non ha avuto il tempo di srotolare il poster in cui aveva scritto di suo pugno "sono tanto felice". «Tornare in vita senza poter più essere libero – ha proseguito imperterrita la D’Eusanio – e soffrire, e avere quello sguardo vuoto... mi dispiace, no!». 

Il testo dell'articolo continua qui


Qui non si tratta di un dibattito tra chi è pro o contro l' eutanasia. Un dibattito complesso, sfumato che vede scontri anche duri tra posizioni filosofiche e religiose contrapposte

Da un lato c'è chi vuole testimoniare la sua gioia di vivere dopo il coma in condizioni complicatissime:  dall'altro la sentenza. Lapidaria. Su vita morte bene e male: "Quella non è vita". Riprova sarai più fortunato.
Il passo successivo: l'eugenetica nazista e alle leggi di sterilizzazione affidata alle veline?

E' chiaro che la TV, di stato o non, non filtra più le informazioni ed il livello della discussione è pari se non peggiore di quello di Facebook. 



Le scuse sono arrivate dal responsabile delle relazioni rai con i media : "La Rai si dissocia dalle dichiarazioni e dai commenti che la giornalista Alda D’Eusanio ha indirizzato, nel corso della trasmissione" ma anche di questo non sembra ci sia traccia.

E' vero che al peggio  non c'è mai fine, ma se nessuno pone fine al peggio....