martedì 13 maggio 2014

Bufale intergalattiche: il Warp Drive e Scientific American

Come le zanzare d’estate e le bufale sempreverdi, rispunta periodicamente il fantomatico “warp drive della NASA”. Questa volta (purtroppo)  su una rivista prestigiosa come “Scientific American”, poi ripresa anche sul nostro “Le Scienze” italiano.
Ne abbiamo già parlato più volte qui e qui ma la  sostanza  non è cambiata (anche perché immagini e disegnini sono sempre le stesse e non ci sono pubblicazioni):
  1. Non esiste al momento nessun warp drive e nessun modo teorico o pratico per andare più veloci della velocità della luce.
  2. La metrica proposta è solo una delle tante equazioni che si possono scrivere su carta. Posso scrivere l’equazione dei tachioni, ma  non vuol dire che questi esistano. Al momento non c’è nulla che neanche lontanamente suggerisca deviazioni dalla teoria di Einstein (putroppo!).
  3. L’unico modo per modificare la metrica dello spazio tempo (ossia la gravità) è con… la massa. Dato che la gravità è una forza debolissima (e nessuno sa perché) non c’è modo di modificare lo spazio tempo in maniera credibile.
  4. La Nasa NON sta lavorando a questi sistemi: vi è il più serio Advanced propulsion lab, che  sta  studiando vari metodi di propulsione basati su principi fisici che… esistono… tra cui quella solare elettrica.
  5. Alla NASA lavora Harold White.  Ricercatore eclettico, laureato nel 1999 in ingegneria meccanica ed impiegato prima in un contractor della Nasa. Ottiene il dottorato in fisica solo nel 2008 con una tesi sulla ionosfera di Venere. Non  ha alcuna pubblicazione scientifica  che tratti lavori sugli argomenti da lui citati.
  6. Dalla fine degli anni ’90 è stato realizzato solo il prototipo di un interferometro (e molte roboanti interviste). Nessun dato sperimentale, nessuna misura, niente.
  7. Non vi sono inoltre articoli pubblicati su riviste scientifiche: solo alcuni preprint e rapporti interni che potrebbero al massimo servire come technobabble di qualche brutto episodio di Star Trek

Questo non vuol dire che non si possa sognare (l’articolo può essere letto in chiave “poetica”), ma neanche che si debba seguire e dare spazio a ciarlatani che non offrono alcun dato sperimentale in sostegno delle loro affermazioni.
Lascia quindi  molto perplessi il fatto che  Scientific American abbia pubblicato queste sciocchezze acriticamente (e che le abbiano riprese anche sull’edizione nostrana). Anche se si tratta di un “guest post”e la redazione della rivista avverte che le idee espresse sono dell’autore, Testi e fonti andrebbero controllate, altrimenti la prossima volta ci ritroviamo un articolo sul creazionismo o le scie chimiche.

PS ovvi problemi a parte negli anni ’50 avevamo la propulsione nucleare ed il progettoOrione, che nelle configurazioni avanzate avrebbe consentito di raggiungere il 10% della velocità della luce.
PPSS L’unico motore gravitazionale si ottiene mettendo  la macchina in folle e togliendo i freni. Funziona solo in discesa putroppo.

(reblogged da pagina99 e scientificast)