sabato 21 aprile 2012

La strada per le stelle è aperta: 2) La corsa alla Luna dell'Unione Sovietica

Il razzo N1 sulla via per la
rampa di lancio

Gli anni ’60 furono  testimoni della corsa alla Luna: dopo la prima storica foto della faccia nascosta del nostro satellite nel 1959 (missione russa Luna-2) giunse l’annuncio di Kennedy che, nel 1961, promise di far giungere un uomo sulla Luna prima della fine del decennio.
In questa nuova “gara” fu l’URSS ad avere la peggio: il primato del volo umano attorno alla Luna spetta all’Apollo 8 nel dicembre 1968 e Neil Armstrong scese nel mar della tranquillità il 21 luglio del 1969. Le ragioni del fallimento sovietico  sono da attribuirsi alla rivalità tra i dipartimenti ed i progetti coesistenti nell’apparato sovietico, un budget inferiore a quello americano ma soprattutto  la prematura morte di Korolev nel 1966, a soli 59 anni, a seguito di problemi medici accumulatisi negli anni di permanenza nei gulag stalinisti. Dell’enorme razzo lunare N-1 restano ormai solo alcuni frammenti nella base di  Baikonur usati come garage.

Uno dei lanci abortiti del razzo N1
(da qui)
Questo tipo di rivalità e duplicazione di sforzi, e relative spese ha sempre accompagnato l’avventura spaziale sovietica: già nel 1959 Korolev propose a Khrushchev di riorganizzare ed unificare i vari settori di ricerca e sviluppo, ricevendo una risposta negativa. Nel programma lunare ciò ebbe conseguenze catastrofiche in assenza di un leader carismatico e competente come Korolev. A differenza di quanto avvenuto in precedenza, non vi fu un secondo posto in questa classifica: i sovietici cancellarono il programma umano dopo il successo delle missioni Apollo e ne negarono addirittura l’esistenza sino al 1989. Il motivo di questa scelta è da ricercarsi negli alti costi del programma ma, soprattutto, nella differente natura delle missioni lunari: per la loro distanza dalla Terra queste erano a carattere unicamente scientifico e di propaganda, mancando di ogni  elemento di vantaggio  strategico/militare legato allo stabilire una permanenza umana, eventualmente armata, in orbita terrestre.
La rampa di lancio dei voli lunari,
poi riconvertita per lo shuttle Buran ed ora inutilizzata (fda)
 I tre edifici cilindrici al centro e sulla destra sono garage
 costruiti con  gli ultimi resti del razzo lunare N-1 (fda)



Parte 2/continua 

(Parte 1)
Questo post fa parte del Carnevale della Fisica, edizione di Aprile, ospitato dal blog di Leonardo Petrillo