domenica 2 dicembre 2012

L’insidiosa minaccia dei batteri resistenti agli antibiotici

Una foto al microscopio elettronico del MRSA (da wikipedia)

La scoperta della penicillina durante la seconda guerra mondiale ha consentito di salvare milioni di persone da infezioni e morte certa. La seguente introduzione degli antibiotici ha permesso di aumentare la percentuale di successi postoperatori, e la resistenza a malattie infettive. Tuttavia l’uso, ed in molti casi abuso, di questa classe di farmaci ha causato una evoluzione accelerata dei batteri, selezionando mutazioni sempre più resistenti agli antibiotici. È stato stimato che 1.7 milioni di americani contraggono in ospedale ogni anno una o più infezioni, con più di 100000 decessi  negli USA e 175000 in Europa. Le infezioni in ospedale causano quindi più di cinque volte il numero di morti in un anno dell’epidemia di AIDS, collocandosi come seconda causa di morte nel mondo. Questo fenomeno è rapidamente aumentato negli ultimi 10-15 anni ed è particolarmente evidente negli ospedali e nelle case di cura, dove solo una manciata di antibiotici generici è in grado di tenere sotto controllo le infezioni che attaccano persone con il sistema immunitario indebolito. I batteri più attivi sono l’MRSA methicillin-resistant staphylococcus aureus  il VRE, Vancomycin-resistant enterococcus faecium, resistenti a più di una classe di antibiotici