lunedì 24 dicembre 2012

Recensione di "Fukushame" di Alessandro Tesei

Foto di A. Tesei, presa dal sito di Fukushame

Grazie alla disponibilità del regista, ho avuto modo di vedere in anteprima "Fukushame".
Il documentario (o documovie d'inchiesta, nelle parole dell'autore) è ben fatto (molto di più di quanto lascerebbe intendere il trailer disponibile in rete) e merita di esser visto, soprattutto per avere uno scorcio di come e quanto sia cambiata la vita degli sfollati a causa della TEPCO.
Infatti a differenza degli spezzoni online che richiamano sfondoni giornalistici dei mesi scorsi, il film, della durata di circa un'ora, è incentrato sugli effetti e la reazione della popolazione  della regione di Fukushima a seguto dello tsunami e dell successivo incidente nucleare. 


Dando spazio alle voci di coloro che hanno subito in vario modo gli effetti dell'incidente, Tesei riesce a cogliere la sensazione di abbandono provata da molti degli sfollati e dei residenti della prefettura di Fukushima. Il governo centrale ha infatti fatto poco per rassicurare la popolazione, con editti e messi "imperiali" che non hanno fatto altro che aumentare la frustrazione e lo smarrimento di chi ha perso casa lavoro, è stato fatto evacuare spesso con separazione dei nuclei familiari. 

A questo si aggiungono gli indennizzi ridicoli da parte della TEPCO, che  - a quanto pare - sta riuscendo ad evitare di affrontare le sue responsabilità morali economiche e civili.  

Particolarmente interessante vi è la descrizione della sua visita all'interno della zona evacuata - del raggio di 20 km - con un gruppo di volontari che fanno del loro meglio per salvare gli animali rimasti abbandonati senza cibo (di nuovo nel disinteresse generale del governo e delle amministrazioni locali). 

Alle interviste a Fukushima si alternano anche informazioni sulla radiazione e sugli effetti della radioattività. Infografica e numeri sono corretti, anche se vi è una discrepanza tra i 3mSv/anno riportata[correttamente min 26.00] dalla grafica e la soglia di 1mSv/anno che viene menzionata dagli intervistati. Quest'ultima è legata al fatto che il fondo di radiazioni  in Giappone è più basso di quello italiano: ad esempio a Roma, con circa 0.33 microSv/ora (ma ai Castelli si arriva più in alto) si è esposti a circa 3mSv/anno. 
Vi è poi un po' di confusione (ma ammissibile in video, dove è necessario semplificare) tra la soglia pericolosa o letale annuale (più alta, ad esempio gli astronauti in orbita sono esposti a poco meno di 1mSv/giorno) e quella da singola esposizione. 
Anche la dinamica dell'incidente ai reattori, dei primi frenetici giorni e della loro messa in sicurezza è forse troppo approssimativa. La descrizione di caos e "brancolare nel buio", fatta anche dal fisico e divulgatore nippo-statutitense Michio Kaku si applicava ai primi mesi dopo l'incidente, ma non allo stato attuale delle cose. 

La "shame" del titolo viene associata esclusivamente agli incidenti nucleari (che ha causato indirettamente varie centinaia di morti). E'  opinione di chi scrive che questa si possa applicare a tutta la gestione dell'emergenza post-tsunami, in cui - come già citato - il governo centrale e l'apparato statale si sono rivelati incapaci a gestire l'emergenza sotto il profilo umano ed umanitario. 

Di seguito alcune pecche o punti che avrebbero meritato una trattazione più accurata o approfondita: 


  • Il principale errore  è quello di associare la leucemia del presentatore TV Norikazu Otsuka [min 18:40] all'aver mangiato poche verdure della regione di Fukushima. L'assenza di relazione tra le due cose era già stata menzionata qui, per ammalarsi di tumore il presentatore avrebbe dovuto ingerire quantità immense di verdura e comunque la leucemia sarebbe comparsa dopo molto più tempo. Stesso discorso per il politico Yasuhiro Sonoda [min 18:20],  che  con evidente nervosismo (e "strizza")  bevve l'acqua decontaminata di Fukushima cui viene attribuita una leucemia dopo tre mesi. La malattia non risulta però  dal sito ufficiale del politico, la cui più recente apparizione è del 29/11/2012 e che ha partecipato alle elezioni del dicembre 2012. (Forse ci si riferisce ad uno degli eroi di Fukushima, il direttore della centrale Masao Yoshida, che ha salvato i reattori continuando a far circolare acqua per raffreddarli).


  • Le citazioni dell'incidente di Chernobyl sono pertinenti fino ad un certo punto. Anche se si potrebbe discutere a lungo delle differenze tra i dati "ufficiali" e quelli di Greenpeace (che essenzialmente si basano su un modello statistico in cui gli effetti della radiazione non hanno una soglia), la differenza cruciale tra Chernobyl e Fukushima risiede nel fatto che nel caso giapponese il nucleo non è stato esposto e l'esposizione alla radiazione della popolazione è stata molto minore. 


  • La soglia massima di cesio per i bambini secondo uno studio russo [min 23.44] viene riportata in 50Bq/kg.  Tuttavia si riferisce presumibilmente all'attività di cesio nel cibo, e nell'ipotesi che tutti mangino cibo sempre contaminato. Al momento la soglia nell'attività del cibo ammessa dal governo nel cibo è di 100 Bq/kg, sempre da raffrontare con i 125Bq/kg di potassio 40 presenti nelle banane.  


  • Inoltre il reattore 4 non è stato danneggiato dallo tsunami, ma dall'esplosione dell'idrogeno che proveniva dal reattore vicino. La piscina di raffreddamento in cui le barre sono poste non manifesta alcuna criticità ed è attualmente in sicurezza. Inoltre, nell'improbabile evento che la piscina si prosciughi non è possibile che si scateni un incendio, fenomeno chimico che non può  aver per come sono fatte le  barre di combustibile (diverso era il caso di Chernobyl, dove le barre di controllo della reazione erano di grafite e dunque carbone e si sono incendiate a causa dell'enorme pressione e temperatura raggiunta dal nucleo). 


In conclusione si tratta di un buon lavoro, che può confondere in alcuni punti per il montaggio che passa forse troppo spesso tra argomenti correlati ma diversi. Un suggerimento all'autore potrebbe essere di aggiungere un aggiornamento stile "report" o "blu notte" sullo stato al 2012 (o 2013!) della centrale. 

Ringazio nuovamente  Alessandro Tesei per la sua disponibilità e apertura alla discussione se vorrà replicare ai vari punti su questo blog sarà sempre il benvenuto.


ps 
Un ultimo appunto super-pignolo (ma scherzoso): l'apertura del documentario riprende - volutamente o no - quella del film "Contact". In quel caso però l'idea era di un'onda elettromagnetica che si propagava nella galassia. In questo caso il segnale - si voglia di raggi gamma o neutrini - è solo rivelabile in caso di esplosioni nucleari. Negli incidenti menzionati non vi è nulla che un'ipotetica razza extraterrestre potrebbe determinare a distanza se non lo spegnimento dei reattori in seguito alla messa in sicurezza dopo le prime scosse di  terremoto.