venerdì 28 dicembre 2012

Passato l'Apocalisse (11): Civiltà e cultura Maya

Piramide di Kukulcán  a Chichén_Itzá (foto MC)

La civiltà Maya si sviluppò in America Centrale, nello Yucatán, a partire dal 2000 a.C. Lo Yucatán è una penisola compresa nella fascia tropicale, della lunghezza di 900 km e sita a 1000 km a nord dell’equatore. Ha la forma di un corno che punta verso l’Europa: il nord, ora territorio messicano, è pianeggiante; la regione meridionale - che comprende gli altipiani del Guatemala e si estende sino al Salvador - è montagnosa. Il clima è tipico della foresta pluviale stagionale: piove da maggio ad ottobre e poi da gennaio ad aprile. Andando verso sud le precipitazioni annue crescono da 45 cm a 250 cm ed il terreno diventa più produttivo. Tuttavia le zone meridionali, seppur con maggiori precipitazioni, sono quelle più soggette a siccità. Questo perché il livello del terreno decresce verso nord, per cui i cenote, i pozzi cui i Maya attingevano per rifornirsi d’acqua, si moltiplicano man mano che ci si sposta verso il golfo del Messico: l’intero Yucatán è infatti sospeso sopra una immensa falda acquifera sotterranea.
I Maya furono una delle civiltà mesoamericane più tarde, il che permise loro di adottare ed adattare molte delle scoperte delle popolazioni vicine. La costruzione di villaggi strutturati iniziò attorno al 1500 a.C., mentre la transizione alle città avvenne circa un millennio dopo, solo nel 500 a.C.. I frequenti scambi con i loro più vetusti e progrediti vicini fecero conoscere ai Maya tecniche avanzate di architettura e nozioni di astronomia: favorì inoltre l’introduzione della scrittura che nel Centro-America era apparsa per prima tra gli Zapotechi, nel 600 a.C.. Oltre che dalle civiltà che la precedettero e l’hanno accompagnata, come quella degli Olmechi (dal 250 al 900 d.C.), i Maya restarono in costante contatto con almeno altre tre culture loro vicine: quella di Totihuacán a ventotto miglia a nord-est da Città del Messico, quella degli Zapotechi, nell’Oaxaca con Monte Albán, quale loro principale città, e quella centro-settentrionale di Veracruz.
Le città non erano costruite in prossimità dei fiumi, come accadeva nell’Eurasia, ma su promontori particolarmente vicini alla falda d’acqua. Per facilitare l’approvvigionamento idrico, i Maya ne alterarono la struttura idrografica, accentuando le depressioni carsiche e creando immensi depositi d’acqua sulle sommità fortificate, in grado di soddisfare i fabbisogni idrici di città di decine di migliaia di abitanti per più di un anno. Ad esempio, nella città di Coba, furono costruite dighe intorno a un lago in maniera da innalzarne il livello ed aumentare la quantità d’acqua disponibile.
Anche l’alimentazione era simile a quella dei vicini, dominata dal mais, povera di carne, con coltivazioni fortemente dipendenti dal clima e dalla facilità dell’irrigazione.
Analizzando gli scheletri dei defunti è stato infatti possibile determinare come più di due terzi dell’alimentazione dei Maya provenisse dal consumo di mais e quindi quanto fosse carente di proteine. La dieta era povera di carne: gli unici animali domestici erano cani, polli e tacchini, con pochi contributi di pesce e di fauna selvaggia. Il mais, selezionato nel corso di millenni di coltivazioni, costituiva l’alimento essenziale della dieta di tutti i maya, indipendentemente dal loro stato sociale. Oltre al granturco le colture principali erano i fagioli, le angurie e le patate dolci. A queste, sul versante del Pacifico, si aggiungeva il cacao. Grano e fagioli furono introdotti nel Centro-America verso il 3000 a.C., ma avevano una rendita nella coltivazione più bassa del mais.
Si ritiene che i Maya coltivassero a debbio, ossia bruciassero un tratto di foresta per coltivare il mais nella zona disboscata sfruttando i fosfati ed i minerali provenienti dalla cenere. Non avendo una tecnica di rotazione delle colture, il mais poteva crescere sul terreno per due anni al massimo. Poi il terreno doveva restare a maggese, incolto per parecchi anni prima di riprendersi.



11) continua.
I post sono basati sul libro Mai più Maya, scaricabile gratuitalmente a questo indirizzo

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