lunedì 16 settembre 2013

Recensione di "Capitan Harlock" (no spoiler)

In questa recensione ho cercato di evitare spoiler. L'inevitabile  confronto con la serie classica costringe a alcuni deboli Anti-Spoiler (AS), di  scene e situazioni presenti nell'anime originale e mancanti nel film. Se non volete correre rischi leggete solo il paragrafo successivo.  


Dopo anni di assenza dal mondo degli anime, il più amato pirata dello spazio torna in pompa magna sul grande schermo: "Space Pirate Captain Harlock" (il titolo è in inglese anche in Giappone perchè "fa più fico"). La produzione è costata circa 30 M$ alla Toei ed interamente in computer graphics. Purtroppo l'esperimento è riuscito solo parzialmente e non convince completamente. Il problema principale è una sceneggiatura piuttosto scontata che  non si discosta molto dalle innumerevoli ri-edizioni dei lavori di  Matsumoto (qui un ottimo sito di approfondimento per orientarsi nell'universo di LM). 
Proprio in tema di remake, un'altra opera legata seppur solo in parte al Maestro,  Yamato 2199 ha infatti mostrato  le potenzialità offerte dal connubio delle tecniche odierne  di animazione e CG nel  rispetto delle sceneggiature originali, seppur rendendo la storia più moderna modificandola ove necessario.
Questa nuova incarnazione di Harlock mantiene purtroppo solo alcuni temi e situazioni già incontrate negli anime ma manca di un reale approfondimento di personaggi  e comprimari.  Il principale problema risiede nella mancanza di un nemico convincente che possa fungere da controparte ad Harlock.

AS  Sono infatti assenti sia le Mazoniane che Kirita del governo terrestre che si alternavano nel contrastare il Pirata negli anni '70. Qui cattivi di turno sembrano in grado di fornire solo astronavi che l'Arcadia possa fracassare a piacimento. Per quanto gratificante visivamente, all'ennesimo scontro frontale contro forze soverchianti che l'astronave vince senza sforzo, ci si ritrova un po' annoiati. 

Se astronavi e mezzi meccanici risultano ben realizzati, lo stesso non può dirsi dei personaggi. La scelta di utilizzare attori in CG piuttosto che in carne ed ossa va applaudita, perché ci risparmia  scene  imbarazzanti con interpreti che raramente riescono a trasporre in maniera neanche passabile le loro controparti animate (il film di Yamato ne è un esempio, e neanche uno dei peggiori) .
Un ben riuscito Harlock riesce a  coniugare le tenebre della sua situazione all'amore per la Terra e per i suoi compagni. Assieme ad un non fedele ma azzeccato Yattaran, staccano come recitazione (rendering) gli altri  comprimari, rigidi e poco espressivi quando  presenti ma purtroppo mancanti nella maggior parte dell'equipaggio (AS, ad esempio niente dottore e cuoca). Se la versione di Meeme risulta affascinante e la sua natura aliena lascia maggiore margine, Yuki  purtroppo rende di meno in questa trasposizione.

Il film resta comunque godibile, soprattutto sul grande schermo. Tuttavia, dato il battage pubblicitario e le spese sostenute ci si sarebbe aspettato molto  di più, ma la debole sceneggiatura è stata troppo spesso un problema nell'animazione e film (da entrabi i lati del Pacifico). La strada è comunque tracciata, in questi giorni è uscito anche il remake dei Gatchaman.   Staremo a vedere.

mercoledì 28 agosto 2013

Dimensioni delle tre trombe marine sul litorale laziale

Nel pomeriggio del 27 agosto 2013,  almeno tre trombe marine hanno fatto la comparsa sul litorale a sud di Roma.

Assumendo che si trovassero in prossimità dell'orizzonte, che da un'altezza di circa 10m sul livello del mare è a 11km [Orizz=rad(2*h*R_terr) ] e conoscendo lo zoom della macchina fotografica e la sua risoluzione angolare è possibile stimarne le dimensioni:


Probabilmente le trombe si trovano dietro la linea dell'orizzonte e quindi sono sottostimate di un 10-20%. In ogni caso seppur non molto grandi restano dei temibili fenomeni atmosferici.
Al centro dei camini ascendenti è possibile vedere una zona più chiara, costituita dall'acqua che viene risucchiata verso l'alto.

Per inciso, in rete viene riportato che le due trombe si sono unite ma in realtà si sono sono incrociate per un effetto prospettico.
Questo è il video:



Sotto fotogrammi del video:





Qualche minuto dopo la terza tromba marina:




sabato 24 agosto 2013

Le perdite di acqua radioattiva a Fukushima: una goccia nell’oceano?

La radioattività presente naturalmente nei 100 km di oceano prospicienti Giappone (rosso: 14C  blu: 40K) a confronto con quella immessa dalla centrale di Fukushima (verde 90Sr + 137Cs)
Sono ormai settimane che si susseguono i rapporti di fughe d’acqua contaminata dalla radiazione dalla centrale di Fukushima. La TEPCO sta dando l’ennesima prova di inefficienza e lentezza ad affrontare quella che non è più una emergenza, ma un complesso e grave incidente industriale. Non ci dovrebbero essere perdite da tempo ma una serie di ritardi e problemi agli impianti di pompaggio e depurazione sta aggravando il problema. Inoltre non è detto che un intervento del governo possa migliorare le cose: ad esempio sono settimane che l’NRA (nuclear regulation authority giapponese) non si pronuncia sulla riattivazione del sistema di depurazione delle acque radioattive.
Il 23/8/2013 ne abbiamo parlato con gli amici di Radio Tre Scienza in un'intervista qui, ma nella confusione delle notizie nostrane vale la pena ricordare alcuni fatti:
  • L’acqua radioattiva proviene sia da una perdita ad  uno dei mille contenitori in acciaio in cui è stata stoccata che da contaminazione nel terreno.
  • Si tratta di acqua molto radioattiva nella zona prossima alla centrale, con perdite stimate in 20,000 miliardi di Bq (3e13 bq) tra 90Sr e 137Cs.
  • Lungo le coste della regione di Fukushima,  non è quindi possibile pescare, con notevoli danni alle aziende ittiche della zona che hanno dovuto cessare le attività sino a data da destinarsi.
(continua a leggere su scientificast)