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lunedì 13 marzo 2017

Ritorno a Fukushima a sei anni dall'incidente.


Con Pio D’Emilia di Sky e Sefano Carrer de Il Sole 24 ore siamo tornati giovedì 9 marzo scorso  sui luoghi del disastro.
 Rispetto agli anni scorsi la radiazione è scesa a circa un decimo  e si vedono i segni di ricostruzione e di un progressivo ritorno alla normalità:

1. La radiazione a 1km dalla centrale è circa 2 muSv/h rispetto ai più di 20 del 2014. Nella regione di Fukushima, lontano dalla centrale, è circa un quarto di quella di Roma (0.1 muSv/h contro 0.4muSv/h)

2. La maggior parte del cesio 137 è stato lavato via dalle piogge. Questo isotopo ha circa 30 anni di tempo di dimezzamento, mentre il Cesio 134 che costituiva metà delle emissioni di Fukushima ha 2 anni di tempo di dimezzamento ed è praticamente sparito.

3. Le operazioni di bonifica riguardano la rimozione dei 10 cm superficiali del terreno contaminato. Questo corrisponde a migliaia di tonnellate di terriccio debolmente radioattivo che viene stoccato in montagne di buste nere di plastica (talvolta disperso nuovamente nell’ambiente a seguito di tifoni). Nonostante la radioattività sia trascurabile, nessuno si vuole prendere la responsabilità di disperdere questo materiale  a largo nell’oceano (che è infinitamente più radioattivo per via del potassio 40 e carbonio 14 in esso disciolto).

4. Le operazioni di messa in sicurezza della centrale proseguono: sono stati costruiti edifici di sicurezza intorno ai tre reattori che contengono i noccioli fusi e vengono effettuate misurazioni del materiale radioattivo in esso contenuto (i 700 Sv/h misurati circa un mese fa si riferiscono all’interno del reattore=. In questo caso, a differenza di Chernobyl, i tre gusci in cemento armato sono rimasti integri e non sono stati danneggiati dalla radiazione. Ciononostante il costo per decontaminare la zona ammonterà complessivamente a 100 miliardi di euro e richiederà circa 30 anni.

5. Molta gente vive ancora nelle case temporanee, dei microappartamenti di 20m2 in cui sono stati evacuati dopo l’incidente. Ora che l’ordine di evacuazione è stato rimosso in alcune zone, molti di essi potranno tornare nelle proprie case (anche se molte delle famiglie che hanno ricostruito la loro vita altrove avranno difficoltà a spostarsi di nuovo). I sussidi per gli sfollati (causa anche di casi di bullismo per i ragazzi sfollati) saranno comunque sospesi.


 6. La produzione agricola sta lentamente riprendendo, con quasi tutti i prodotti che passano le severissime soglie di 100 Bq/kg (le banane hanno 125  Bq/kg di potassio 40). Anche la pesca è finalmente ripresa al largo della costa della regione. Molte zone sono ancora contaminare e vi sono alcuni allevatori che si sono rifiutati di sopprimere i loro capi di bestiame dopo l’incidente e tengono in vita circa 300 mucche in sfida alle direttive del governo.


lunedì 12 settembre 2016

Costruzioni ed Esercitazioni antisismiche in Giappone

Oggi (12/9/2016, ore 1130)  ho avuto il piacere di contribuire alla prima di due puntate di Radio3Scienza dedicata alla prevenzione dai terremoti e alle esercitazioni nelle scuole e nei luoghi pubblici. Qui il podcast della prima puntata, Domani, 13/9 la seconda legata -  cui mi hanno cortesemente invitato - sulle strutture  antisismiche.
In questo breve post riporto alcune immagini sulla prevenzione in Giappone.

Esercitazione di terremoto al RIKEN. Il responsabile di ciascun gruppo deve
assicurarsi che tutti siano in salvo e comunicarlo al responsabile generale.
Personale di gruppi ed edifici differenti deve raccogliersi sotto la corrispondente bandiera. 

Le esercitazioni sono periodiche e volte a stimare tempi di evacuazione dagli edifici e di controllo della agibilità degli stessi. Nel caso delle scuole, inoltre, i genitori vengono avvertiti in anticipo e lo scenario prevede che vadano a prendere i figli senza l'uso dei mezzi pubblici, appunto per stimare tempi sino alla scuola piedi. Purtroppo non sempre questi piani si sono rivelati efficaci: nello tsunami del 2011 più di 70 bambini della Okawa Elementary school, Ishinomaki,  perirono  con i loro insegnanti per la mancanza di un piano di evacuazione e l'incertezza sul da farsi.

La facciata di una scuola a Wako, regione di Saitama.
Notate le strutture di rinforzo diagonali in legno al centro dell'immagine
(primo piano). Di solito questi interventi vengono effettuati su strutture preesistenti
per migliorare la resistenza strutturale degli edifici.


Strutture trasversali di rinforzo ad un parcheggio...
...e sotto un ponte















Le costruzioni in Giappone sono tutte antisismiche (qualche scandalo c'è stato) e si assume che non vi siano crolli  durante la scossa e che l'edificio vada evacuato dopo la scossa, per evitare di essere colpiti da vetri, insegne e oggetti fragili.

La maggior parte delle strutture dalle case, ai ponti ai grattacieli sono poi rinforzate con fondamentali rinforzi trasversali che consentono di sostenere le sollecitazioni trasversali del terremoto.


Posa delle fondamenta di una casa. La struttura (in legno)
sarà poi flottante rispetto alle fondamenta. Si noti la quantità di
tondini nel cemento armato
Particolare della struttura in cemento armato

Catene di supporto sotto il metropolitan office di Tokyo
Nel caso che le travi in cemento armato escano
dalla loro sede, le catene (usate anche nelle autostrade)
assicurano che la struttura non crolli completamente.


martedì 11 marzo 2014

Fukushima tre anni dopo, tra bufale e realtà nascosta


(ripropongo qui un mio testo apparso su wired.it)

fukushima agosto 2013

A tre anni dallo tsunami che devastò le coste del Giappone, ecco la situazione attuale (e le inesattezze che si leggono in giro)


Lo tsunami che devastò le coste del Giappone l'11 marzo del 2011spazzando via intere cittadine causando circa 18,000 vittime danneggiò irreparabilmente anche la centrale di Fukushima-1. Ebbe così inizio la più lunga e complessa crisi nucleare da quella di Chernobyl. Se nessuno ha perso la vita a causa delle radiazioni, il rilascio di cesio nell'ambiente ha costretto circa 100,000 persone ad abbandonare le proprie case senza prospettive che la maggior parte vi possa far ritorno. Inoltre la ua carente gestione dell'emergenza ed i conseguenti danni economici e sociali - hanno causato circa 1600 tra decessi e suicidi

Nel ricordare il terzo anniversario della tragedia che ha colpito il Giappone è possibile fare il punto sulla situazione alla centrale nucleare e la contaminazione radioattiva (qui un articolo apparso su wired lo scorso anno).

Fukushima e Chernobyl

A Fukushima la quantità materiale radioattivo disperso nell’ambiente è inferiore a  quello della centrale ucraina. Infatti le protezioni in cemento dei reattori della centrale giapponese sono ancora intatti, dato che l’esplosione ha interessato le mura esterne degli edifici; il reattore di Chernobyl è invece stato scoperchiato dall'esplosione.
Strutture in cemento armato proteggono ora nuovamente i quattro edifici danneggiati di Fukushima. Al momento non è possibile avvicinarsi ai reattori 1,2 e 3 per l'enorme quantità di radioattività, ma il 20% delle barre di combustibile è già stato rimosso dalla piscina del reattore 4. Per la completa messa in sicurezza dei reattori saranno comunque necessari almeno altri 30 anni.


Contaminazione ambientale e firma di Fukushima


Fuori della regione di esclusione vicina alla centrale,la radioattività ambientale è pari a quella di Roma che poggia su rocce vulcaniche ricche di radon e torio. Tokyo ha un fondo radioattivo pari alla metà di quello romano. Tuttavia la presenza di cesio radioattivo è chiaramente rivelabile nella regione di Fukushima, soprattutto negli hotspots dove il defluire dell’acqua raccoglie e concentra il cesio. In assenza di azioni concrete da parte del governo, nei mesi successivi al rilascio, associazioni di cittadini e genitori hanno rimosso la parte di suolo contaminato da parchi e giardini pubblici e scuole.  
La contaminazione di Fukushima ha una 'firma'caratteristica, che la distingue da quella di Chernobyl e delle esplosioni nucleari degli anni 50: è composta per metà di cesio 137 e per metà di cesio 134. Se il primo isotopo ha un tempo di dimezzamento di 30 anni (ossia ogni trenta anni ne sparisce la metà), il secondo ha un tempo di dimezzamento di due anni . Grazie a questa fortunata circostanza ci si può attendere per l'anno prossimo che la radiazione ambientale si sarà ridotta a poco più del 50%, e dovuto al  solo contributo del cesio 137, che – se non rimosso - resterà però nell'ambiente per i prossimi decenni.

Acqua contaminata.

A complicare le operazioni di messa in sicurezza della centrale vi sono le continue perdite di acqua immagazzinata nelle centinaia di contenitori. L'acqua non pone un rischio immediato come la messa in sicurezza dei reattori e dello svuotamento della piscina del reattore 4.
L’acqua contaminata proviene sia da perdite nei serbatoi in acciaio in cui è stata stoccata, che da contaminazione nel terreno. Il materiale radioattivo disperso nel Pacifico ammonta a 20,000 miliardi di Bq. 
Per quanto gravi siano i danni alle coste della regione di Fukushima, dove le perdite continue impediscono di tornare a pescare, l’acqua radioattiva si disperde poi nell’oceano Pacifico, vasto circa un terzo della superficie terrestre e profondo in media 4 km. Qualunque notizia di oceani contaminati radiazione che giunge sino in America e sciocchezze varie è pertanto priva di ogni fondamento: l’aumento di radioattività nell’oceano è trascurabile ed inferiore alla radioattività del Carbonio 14 e Potassio 40 disciolte nel mare. Anche considerando solo la regione prospiciente la costa nord-est del Giappone, le perdite da Fukushima costituiscono meno di una parte su 100,000 della radioattività già presente in natura. Se consideriamo tutto il Pacifico si tratta di meno di una parte su 100 milioni, una vera goccia nell’oceano.
In ogni caso i tonni del pacifico possono stare tranquilli: nell'Atlantico sono affondati 6 sottomarini nucleari senza che i loro reattori nucleari contaminassero le acque del nord Europa o che nessuno si preoccupasse per la sorte dei merluzzi che si pescano in quelle zone.  


Il cibo di Fukushima è radioattivo.

Anche il corpo umano , come quello di ogni essere vivente, è radioattivo, emettendo soprattutto raggi gamma provenienti dal decadimento del potassio 40.
Il governo giapponese ha abbassato, nell'aprile 2012,la soglia di sicurezza a 100 Bq/kq (ossia ammette un massimo di 100 decadimenti di cesio al secondo in un kg di cibo). Precedentemente la soglia era pari a 500 Bq/kg. Questo valore risulta eccessivamente restrittivo, soprattutto se confrontato con l'attività di prodotti come le banane (125 Bq/kg) e le noci del brasile (600 Bq/kg di potassio 40 che fa male né più né meno come il cesio). Prima dell'incidente di Fukushima, l'Europa aveva una soglia di 1250 Bq/kg prima,abbassata  poi a a 100 Bq/kg per il cibo proveniente dal Giappone e 600 per quello proveniente da altri paesi (valori per cibi non per neonati). Indipendentemente dalla reale contaminazione del cibo, nei primi mesi dopo l’incidente grandi quantità di prodotti in Giappone sono stati rispediti al mittente senza che vi fosse alcun rischio. Paradossalmente anche prodotti  provenienti dall'Europa sono stati rimandato indietro perché al di sopra dei limiti consentiti in Giappone. Tra questi il caso della marmellata di mirtilli provenienti dalla Bulgaria e contenente piccole quantità di cesio 137 di Chernobyl.
Abbassare le soglie della radiazione senza un reale riscontro medico e biologico implica dei costi enormi e nessun beneficio. Test che richiedono più tempo e strumenti più sensibili per misurare quantità microscopiche di radioattività, quantità di cibo scartato, suicidi tra gli agricoltori che non possono vendere il cibo perché "irrimediabilmente contaminato" secondo la legge ma con meno radiazione delle già citate banane

Inoltre, la mancanza di fiducia dei consumatori, alimentata da una pessima gestione dell'emergenza da parte dei governi giapponesi, fa sì che tutto il cibo proveniente dalla regione di Fukushima sia evitato.
tsunamiwave
Spacciata per la radiazione nel Pacifico, questa mappa della Noaa rappresenta l’altezza delle onde dello tsunami. Le unità di misura (in cm) sono sulla scala posta a destra, spesso opportunamente tagliata per falsificarne il significato.


lunedì 11 marzo 2013

Fukushima due anni dopo, un reportage scientifico


Nell'anniversario dei due anni dal terribile terremoto del Nodr-Est del Giappone, un mio  resoconto dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima e dei suoi effetti su wired.it
L’ 11 Marzo 2013 ricorre il secondo anniversario del terremoto del Tohoku: il sisma, scala 9 Mw, scatenò un enorme  tsunami sulle coste del Nord Est del Giappone. Il maremoto uccise più di 18mila persone, fece decine di migliaia di sfollati, distrusse 50mila edifici e ne danneggiandone il triplo. I danni ammontarono a decine di miliardi di euro. Ove possibile la ricostruzione è stata completata in pochi mesi ma nelle zone più colpite - come la costa di Minamisoma - non è rimasto più nessuno in vita ed i pochi superstiti sono stati rilocati altrove.
Quello che resta della costa di Minamisoma a due anni dallo tsunami
Ai danni della natura si sono aggiunti quelli causati dagli incidenti della centrale nucleare diFukushima-1. Con le prime scosse i sistemi di sicurezza hanno interrotto le reazione nucleari inserendo le barre di controllo ma hanno anche fermato la produzione di energia. Quando – un’ora dopo - i generatori di emergenza sono stati distrutti dall’onda dello tsunami si sono bloccate le pompe dell’acqua di raffreddamento. Il calore residuo dei prodotti di fissione ha quindi fuso le barre di combustibile. Questa fusione non ha nulla a che fare con la fusione nucleare ma – come tanti bastoncini di cioccolato lasciati al sole - ha squagliato insieme le barre di combustibile, di controllo e del moderatore in un’unica massa, rendendone estremamente difficile se non impossibile, la rimozione. Senza acqua e con il nucleo fuso la temperatura nei reattori è salita di migliaia di gradi e il rivestimento interno di zirconio ha scisso liberando idrogeno, un gas leggero e altamente esplosivo che si è accumulato negli edifici dei reattori e ne ha causato l’esplosione, di natura chimica e non nucleare.
La causa principale dell’incidente è da attribuirsi alle errate scelte costruttive improntate al risparmio (basse barriere frangiflutti, generatori di emergenza installati nei semiinterrati lato mare, assenza di addestramento dei dipendenti) ed accettate e certificate da enti governativi di vigilanza collusi con la Tepco e le altre industrie giapponesi.
L’esplosione degli edifici dei reattori della centrale di Fukushima ha liberato nell’ambiente grandi quantità di materiale radioattivo, prevalentemente cesio e iodio. La maggior parte è andata dispersa in mare, dove i danni sono attenuati dalla densità mille volte maggiore dell’acqua rispetto all’aria e dalla vastità dell’Oceano Pacifico. Una parte si è depositata nelle zone vicine alla centrale, mentre il resto - trasportato dai venti – e si è diffuso per lo più verso Nord Ovest e verso il Sud del Giappone.
continua a leggere su wired.it

sabato 8 dicembre 2012

Telefonini ed allarme preventivo Terremoti in Giappone

L'allarme terremoto,
con indicata la regione di Sanriku,
Qui più vicina al sisma.
Qui un mio intervento a Radio3 Scienza.

Il terremoto di magnitudine 7.3 che ha colpito il Giappone alle 17:19 ora locale (7/12/2012) non sembra aver causato per fortuna vittime. Oltre alle costruzioni antisismiche, parte del merito è da attribuirsi al sistema di allarme preventivo presente sulla rete telefonica cellulare. Questo sistema (descritto qui)  si basa su una rete di sensori che rivela le onde sismiche più veloci (onde P) ed emana un allarme automatico  a telefoni, televisioni e radio. In questo caso l'allarme è giunto quasi un minuto prima delle prime scosse consentendoci di metterci in sicurezza.  
In quaranta-sessanta secondi si può infatti fare moltissimo: ai primi squilli del cellulare, con una sirena utilizzata esclusivamente in caso di maggiori eventi sismici e tsunami, c'è stato tutto il tempo di avvertire i colleghi stranieri che si trovavano con me al Riken per la riunione di un esperimento di raggi cosmici dalla Stazione Spaziale (esperimento Jem-Euso). Nel nostro caso ci trovavamo in cima ad un palazzo a più piani e non ci sarebbe stato tempo di abbandonare l'edificio (azione peraltro sconsigliata negli edifici antisismici); altri amici spagnoli  che erano al primo piano sono usciti all'aperto; altri ancora hanno avuto il tempo di uscire dall'ascensore (che a sua volta avverte dell'imminente terremoto e si porta automaticamente al piano più vicino). Essendo gli edifici antisismici non ci è restato far altro che attendere imbarazzati l'arrivo delle scosse. 
Con l'aumentare dei  secondi che ci separavano dalla scossa incombente diveniva chiaro che il sisma dovesse essere stato relativamente lontano e che conseguentemente doveva essere stato molto forte (avendo la pazienza di leggere bene la regione è riportata nel messaggio). 
Per fortuna le oscillazioni sono passate senza causare danni. Pochi secondi dopo il termine della lunga scossa è stato possibile verificare intensità,  luogo ed il relativo allarme tsunami. 
Queste ovvie misure di prevenzione ed allerta hanno consentito in varie occasioni, non ultima quella del terremoto del 2011,  di salvare molte vite.  E' anche interessante leggere il disclaimer della compagnia telefonica, lungo per riportarlo nella sua interezza, ma esssenziale nei contenuti: 
"...si tratta un servizio gratuito che ritrasmette gli allarmi di agenzie nazionali giapponesi che fornisce informazioni su disastri naturali e sulla relativa evacuazione... funziona automaticamente anche in modalità silenziosa... possono arrivare anche dopo il terremoto... può ridurre il tempo di durata della batteria... si può ricevere il messaggio da celle diverse da quella in cui ci si trova o non riceverlo affatto... la compagnia telefonica non è responsabile di danni associati al servizio..."

Queste poche semplici righe potrebbero fornire vari spunti sulle possibilità, i limiti della previsione ed allarme dei terremoti. In attesa delle motivazioni della sentenza del processo alla commissione grandi rischi condannata in relazione al terremoto de L'Aquila, potrebbero fornire anche vari spunti legali e giuridici e contribuire ad evitare di credere a stregoni e vati che ritengono di poter predire quando avrà luogo un sisma. 

E ovviamente i Maya non c'entrano niente!


Epicentro (non molto lontano dal terremoto del 2011) ed intensità delle scosse (dal sito della JMA).
Si noti che la scala è giapponese, non magnitudine.

lunedì 29 ottobre 2012

Il Giappone e la predizione dei terremoti.


Un paese soggetto a terremoti come il Giappone ha sviluppato negli anni una serie di reti di misura e di protocolli per ridurre i danni dei sismi che colpiscono periodicamente l'isola. 
Le contromisure riguardano la costruzione di edifici e strutture antisismici (qui un post precedente),  la messa in opera di piani di evacuazione dalle metropoli ed esercitazioni. Queste ultime coinvolgono sia gli studenti delle scuole che i loro genitori, che partecipano a varie simulazioni annuali in cui lo scenario  richiede che i genitori vadano a prendere i figli a piedi, presupponendo l'assenza di treni e trasporti pubblici.
Allerta a brevissimo termine
La differente velocità di propagazione delle onde può essere sfruttata per localizzare l’epicentro del sisma, con un processo analogo a quello della stima della  distanza dei fulmini contando i secondi che intercorrono tra l’arrivo del lampo e del tuono. Infatti, dai primi studi del geologo Mohorovičić  le tecniche di rivelazione delle onde sismiche sono migliorate continuamente, giungendo ad effettuare una vera e propria tomografia dello stato del sottosuolo. Tramite l'analisi delle onde è stato anche possibile in passato per le superpotenze controllare numero ed intensità dei test nucleari effettuati dal nemico.
Schema di funzionamento dell'Early Warning  giapponese
In Giappone, le onde P sono anche utilizzate come sistema di allerta (l'unica vera previsione possibile): quando sono rivelate da almeno due  sismografi del EEW (Earthquake Early WarningKinkyū Jishin Sokuhō)  questi trasmettono un segnale alla centrale più vicina che determina distanza e intensità del sisma incombente. Se questo supera la soglia di 5 (scala giapponese), viene emesso un allarme via TV, cellulari e internet. Anche se  si tratta di una manciata di secondi, un minuto nel migliore dei casi, questo è spesso sufficiente per bloccare le attività più pericolose, fermare i treni superveloci e ridurre così i danni.

Istituti, agenzie ed allerta a lungo termine 

Per quanto riguarda la predizione dei terremoti, la possibilità che un sisma di intensità simile o poco inferiore (grado 7) a quello che colpì l'aera di Tokyo nel 1923 (Great Kantō Earthquake) è stimata - dall'Istituto per la ricerca sui terremoti dell'università di Tokyo - pari al 70% nei prossimi quatto  anni e del 98% nei prossimi 30. Questo per via dell'accumularsi dell'energia nella faglia che passa in prossimità della capitale giapponese (Il terremoto del 2011 ha interessato un'altra faglia).
L'agenzia metereologica giapponese è invece  preposta al monitoraggio e allo studio di eventi climatici, dalle previsioni (forecast) del tempo alla predizione (prediction) dei terremoti. Fornisce informazioni in tempo reale su tifoni, terremoti ed altre calamità naturali. 
La pagina dedicata al  futuro terremoto del Kanto riporta al momento  "nessuna informazione", sulla base dell'assenza di segnali precursori dei terremoti. I livelli di guardia e le azioni da intraprendere sono riassunti nella tabella riportata. 
La tabella con i livelli di allerta della JMA giapponese
 Vale la pena notare, anche alla luce della recente sentenza sulla mancata allerta del terremoto de L'Aquila, come i cittadini sono rimandati agli avvisi del governo e delle amministrazioni locali. 

Per quanto riguarda gli organi di stampa e radiotelevisivi va notato come le informazioni sono aggiornate in tempo reale e la qualità dei servizi divulgativi e di alto livello,  di carattere tecnico con  la completa assenza di pseudo-scienziati  e teorie senza prove scientifiche. 


mercoledì 24 ottobre 2012

Il terremoto e la Casta degli Apprendisti Stregoni

L'apprendista stregone del 2000,
un dottorando o un precario della
ricerca.
E' difficile comprendere la condanna in primo grado ai membri della Commissione Grandi Rischi prima del deposito delle motivazioni della sentenza. Leggendo i commenti su blog (anche qui, qui e qui), giornali e social network  è possibile però rendersi conto di quanto sia profonda la spaccatura e le incomprensioni tra l'ambiente scientifico ed il resto  della società.  Questa distanza è maggiore in Italia che in altri paesi europei, ma basta pensare agli Stati Uniti e al creazionismo per rendersi conto che il nostro paese non è poi così anomalo sotto questo aspetto.

I commenti a caldo contro la sentenza de L'Aquila è stata spesso interpretata come una  levata di scudi  della "Casta degli Scienziati" che difende i suoi appartenenti, alla stregua delle altre: politici, giornalisti, magistrati, industriali...
Si potrebbe controbattere a questa affermazione iniziando a far notare are che la maggior parte dei commenti accalorati viene da studenti  di   scientifiche (e non). Altri sono precari della ricerca che difficilmente possono essere accusati di condividere interessi non scientifici ma economici o di convenienza con Professori,  Presidenti di Enti e Commissioni. 

Tuttavia questo non cambia la sostanza della questione: una parte non trascurabile del Paese crede che si possano prevedere i terremoti, che forse i vaccini fanno più male che bene,  che la radiazione sia presente solo nelle centrali nucleari, e che comunque gli scienziati truccano i loro risultati barando un po' come tutti. 

Il metodo scientifico e il criterio (spesso abusato) di falsificabiltà  della scienza danno forza agli argomenti portati per dimostrare le affermazioni citate sopra e fornisce loro un grado di affidabilità  superiore a quello che altrimenti sarebbe l'ennesima discussione politica o  sportiva, ma non può fornire alcuna certezza assoluta in nessun campo, soprattutto in sistemi complessi come quelli geologici. 
Soprattutto però non aiuta nel dialogo - essenziale quanto ridotto ai minimi termini -  con  chi non condivide i principi, le modalità e i meccanismi di funzionamento della ricerca scientifica. Se un giudice statunitense ordina di insegnare nelle scuole creazionismo e la Teoria dell'Evoluzione come due possibilità/opinioni/eccentricità non c'è molto da fare se non cambiare la scuola ai propri figli. 

In Italia non siamo ancora a questi livelli, ma le divisioni, incomprensioni e le differenze di linguaggio dovuti a vari e disparati motivi tengono ancora molto lontano il mondo scientifico dal resto della società, senza che sia visibile un'inversione di tendenza. 

giovedì 31 maggio 2012

Informazione, Controinformazione e Disinformazione: dai Maya ai terremoti

La faglia di S. Andreas
Il drammatico terremoto dell'Emilia di questi giorni ha ancora una volta portato alla luce folli spiegazioni basate su pseudo-fisica, cospirazioni improbabili o peggio,  "io l'avevo previsto"

Purtroppo anche in questo caso all'informazione "ufficiale" non si contrappone la controinformazione, frutto di un indipendente  lavoro giornalistico o scientifico ma  la disinformazione: asserzioni sparate a caso senza alcuna prova o sembianza di plausibilità. L'incidente di Fukushima ha mostrato quanto in basso possano cadere gli organi di "informazione" sia ufficiali e paralleli per voler dimostrare tesi preconcette

Tanto per ripetere l'ovvio: Non è possibile prevedere i terremoti. Ci sono una serie di fenomeni che possono essere messi in relazione statistica (cioè non funzionano sempre) con l'evento di un sisma. Ma non c'è nulla di deterministico.  Chi afferma il contrario - in assenza di studi, prove ed evidenze inattaccabili - mostra nel migliore dei casi di ignorare tonnellate di letteratura scientifica. (A meno che non si voglia credere che tutti i geologi degli ultimi 300 anni facciano parte di una enorme cospirazione volta a nascondere il reale segreto dei terremoti). 
Spiegazioni come i Maya, il passaggio di Venere, il fracking non sono solo più ridicoli dei corni di corallo e ferri di cavallo, ma spostano l'attenzione dai reali problemi. Perchè le mappe sismiche non sono aggiornate? Perché le case ed i capannoni non sono costruite con almeno minime norme antisimiche (molte meno costose di quanto si possa credere)?

Se si vuole dimostrare una qualunque di queste affermazioni con rigore scientifico e senza gridare all'untore è necessario uno studio che segua  criteri molto rigorosi, pubblicarlo su una rivista scientifica o su uno degli archivi on-line di preprint e sottoporlo  all'analisi di colleghi, altri esperti ed anche il grande pubblico. 

Lo stesso vale per temi politici o socioeconomici: l'acqua, il costo dell'energia, la crisi economica, le ferrovie... Fare controinformazione richiede uno sforzo enorme per raccogliere dati, dimostrare la propria tesi in maniera più o meno inoppugnabile. 
Fare disinformazione è invece molto più facile, basta negare una tesi più o meno "ufficiale" (e quindi per definizione di parte) e proporne una qualunque, non importa quanto balzana, porre il dubbio nel lettore e passare all'incasso della notorietà, pubblicità o spesso semplicemente autosoddisfazione. 

E'  già abbastanza ridicolo - nel XXI secolo - credere nell'astrologia, ma pensare che il passaggio di Venere davanti al Sole (che da un lato non è ancora avvenuto, e dall'altro ha già avuto luogo nel 2004) possa avere un qualunque effetto sulla Terra ci pone più in basso degli uomini preistorici che si spaventavano di fronte ad un'eclisse. Loro almeno avevano la scusante di non possedere le nozioni base di astronomia e fisica che sono patrimonio dell'umanità da almeno quattro secoli.

Aggiunta 17:47: Da qui agli sciacalli e a fomentare il panico il passo è breve. Ed è stato già fatto.


venerdì 13 aprile 2012

TEPCO Electricity production in Japan before and after the Tohoku Earthquake 1) general analysis

Note: this blog is usually in italian: I've been asked to write this post in english to make it more widely available. The italian version is below. 

In the frenetic months after the  Tōhoku earthquake, the struggle to keep Fukushima power plant under control was mirrored by a quieter, but equally dramatic effort to contain Japan electricity consumption within limits.
Drop in power production immediately
after the  Tōhoku  Earthquake.
Calo di produzione di energia elettrica immediatamente 
dopo il terremoto.
All nuclear power plants  went in safe mode at the beginning of the seismic activity, around 14:46. The drop in electricity  production is about 30%, from 38GW to 27GW. It took a few days for power production to grow back to 35GW. Even though rolling blackouts started officially only on March 14th, the lower power consumption during both day and night is clearly visible immediately after the earthquake.
Comparison of power  production in 2010 and 2011
note the sharp drop after March 11 and the effect of rolling
blackouts and power saving.
Confronto di produzione di energia elettrica nel 2010 e 2011 
notare il forte calo dopo il 11 marzo e l'effetto del  risparmio energetico e dei

black-out programmati.
As fossil fuel production was increased to compensate for the shut down of many nuclear power plants all over Japan, both public and private sector had to reduce energy consumption by at least 15%. Every day TEPCO produced real-time graphs which showed the maximum available power vs the power consumption (here, in italian). In autumn TEPCO officials admitted that there had been a "mistake" in these estimates and that actual power production capability might have been higher. With historical data now available from the TEPCO website we can estimate the effect of the Tōhoku earthquake from the power production standpoint. 



Power saving procedures and a cooler Summer (2010: 24-37oC, average 27-33 oC, 2011: 19-35oC, average 25-31 oCkept the power usage within acceptable limits until the end of the 2011, where the difference  with the previous year was not so big. In 2012 the lower power consumption is still evident but not so significant. However a hot summer might require more  energy than what can be produced with conventional fuels. Almost all nuclear reactors have been taken off the production line, although 2.3GW Oi power plant  (discussed here, in italian) will probably be reopened next week to prepare for  next Summer.  

Comparison of the power production from 2008 to 2012:
nota how the pre-earthquake electricity  consumption is roughly the
same in all years and that the power production levels
 in the first  months of 2012 are very close to the pre-earthquake time.
Confronto tra la produzione di energia elettrica 2008-2012: 
Notare  come i consumi 2008-2010 siano più o meno 
gli stessi e come  i consumi dei primi mesi del 2012 
siano quasi pari ai livelli pre-terremoto




Versione in italiano

Nei mesi frenetici dopo il terremoto del  Tōhoku , la lotta per mantenere la centrale elettrica di Fukushima sotto controllo è stata rispecchiata da uno sforzo più nascosto, ma ugualmente drammatico per contenere il consumo di elettricità del Giappone entro i limiti.
Tutte le centrali nucleari sono andate in sicurezza  all'inizio dell'attività sismica, intorno alle  14:46. Il calo della produzione di energia elettrica è circa il 30%, da 38GW ai 27GW. Ci sono voluti alcuni giorni perchè la produzione tornasse a 35GW. Anche se i blackout programmati sono iniziati ufficialmente solo il 14 marzo, il minor consumo energetico durante il giorno e di notte è chiaramente visibile subito dopo il terremoto.

Anche se la produzione di combustibili fossili è stata aumentata per compensare la chiusura di molte centrali nucleari in tutto il Giappone, sia il settore pubblico che quello e privato hanno dovuto ridurre il consumo energetico di almeno il 15%. Ogni giorno la TEPCO produceva in tempo reale grafici che mostravano la massima potenza disponibile rispetto al consumo di energia. In autunno i funzionari della compagnia hanno ammesso che c'era stato un "errore" in queste stime e quella attuale capacità di produzione di energia elettrica sarebbe stata più alta. Con i dati storici sono ora disponibili dal sito web di TEPCO possiamo stimare l'effetto del terremoto del Tōhoku dal punto di vista della produzione di energia elettrica.
Grazie alle procedure di risparmio energetico ed un'estate non troppo calda (2010: 24-37 ° C, media 27-33 o C, 2 011: 19-35 ° C, media 25-31 o C) è stato possibile mantenere il consumo energetico entro limiti accettabili sino alla fine del 2011, dove la differenza con l'anno precedente non era così grande. Nel 2012 il minor consumo energetico è ancora evidente, ma non molto significativo. Tuttavia, una calda estate 2012 potrebbe richiedere più energia di quello che può essere prodotta con combustibili convenzionali. Come già accennato qui, quasi tutti i reattori nucleari non producono più energia  anche se la centrale elettrica da 2.3GW di Oi  sarà probabilmente riaperta la prossima settimana per preparare la prossima estate.