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mercoledì 3 settembre 2014

I Paperi al Centro della Terra

 Oltre che nello spazio, i Paperi si avventurano spesso nel sottosuolo: il labirinto del Minotauro, la grotta di Alì Babà, i sotterranei del castello De Paperoni sono solo alcuni dei luoghi da loro esplorati.
La struttura della Terra secondo i Paperi, corretta dal punto di vista scientifico.
La struttura della Terra secondo i Paperi, corretta dal punto di vista scientifico.
Il viaggio verso il 'vero' centro della terra ha però inizio con la storia di Carl Barks "Land Beneath the ground". In questa storia del 1956 Paperone teme che un terremoto possa danneggiare il suo deposito risucchiando il suo prezioso denaro nelle viscere della terra. Il timore non risulterebbe infondato, dato che Paperopoli - sita nello stato immaginario del Calisota - si trova all'incirca nella California del Nord e dunque non lontano dalla faglia di S. Andrea.
Questa faglia rappresenta la linea di contatto tra la placca del Pacifico e quella del Nord Atlantico. La compressione tra le due enormi placche accumula energia che viene rilasciata sotto forma di terremoti, l'ultimo dei quali distrusse S. Fancisco nel 1906.
Per dormire sonni tranquilli, l’ansioso papero decide di far scavare una galleria per verificare la solidità del terreno sotto il deposito. I primi sondaggi riportano solo roccia solida, ma Paperone non è soddisfatto. Fa proseguire la galleria oltre i 7 km di profondità, un fatto eccezionale anche al giorno d'oggi, in cui anche le miniere più profonde non raggiungono i 4 km e le trivellazioni petrolifere si spingono sino ai 10 km.
Le difficoltà di questo genere di scavi sono legate all’aumento di pressione e temperatura che si incontra andando in profondità. La pressione cresce a causa del peso della roccia sovrastante, mentre la temperatura aumenta via via che ci si avvicina al mantello sottostante. Oltre alla corsa allo spazio, la guerra fredda generò anche una speculare 'corsa al sottosuolo', in cui le due superpotenze cercavano di trivellare il più possibile in profondità, sperando di passare la crosta terrestre e giungere al mantello sottostante. Lo scavo sovietico di Kola (1970) raggiunse i 12 km, circa un terzo dello spessore della crosta terrestre in quel punto. Gli Stati Uniti cominciarono nel 1957 con il Project Mohole, ma il progetto fu abbandonato nel 1966 per mancanza di fondi. Progetti più recenti, coordinati nel Integrated Ocean Drilling Program cercano invece di giungere al mantello scavando nel mare, dove la crosta è più sottile.
Nella storia di Barks i paperi si trovano ad essere causa della loro stessa rovina: giungono a scoprire delle enormi caverne sotterranee (il mondo di Terryfermy), abitate da strani esseri sferici, Terrini e i Fermini. Molto simili ai personaggi rocciosi del recente Frozen, i primi sono la causa dei terremoti ondulatori, i secondi di quelli sussultori. Questo è coerente con le nostre conoscenze attuali: l'onda P (onda primaria, 4-8km/s), ondulatoria, è una compressione del suolo parallela alla direzione di propagazione: viene percepita come una scossa che ci muove in avanti ed indietro, facendo tintinnare i bicchieri e muovere i lampadari. L’onda S (secondaria, 2-4km/s) è causa del terremoto sussultorio e scuote il terreno in alto e basso, ortogonalmente alla direzione di propagazione. Queste differenti velocità sono uilizzate in Giappone per fornire una brevissima allerta in caso di terremoti.
La causa dei terremoti secondo Barks.
La causa dei terremoti secondo Barks.
Secondo Barks, gli abitanti del sottosuolo hanno come sport nazionale il provocare i terremoti e si riuniscono proprio sotto Paperopoli per la loro versione delle Olimpiadi, facendo sprofondare il denaro dello Zione negli abissi della terra. Fortunatamente per Paperone i terrifermini non sanno che farsene del denaro e se ne liberano ributtandolo in superficie.
È nella storia di Don Rosa "Il solvente universale" (1995) che i paperi si spingono però sino al reale centro della Terra. 
(continua su scientificast.it)

lunedì 22 aprile 2013

I barbari alle porte, la Scienza in Italia e le cospirazioni mancate.




Saragossa.jpg
Assault on the walls of Saragossa by January Suchodolski,
oil on canvas, 1845. (
National Museum in Warsaw) da wiki



Lo scorso 20 aprile un gruppo di persone si è introdotto illegalmente il Dipartimento di Farmacologia dell'università di Milano, incatenandosi alle porte e 'liberando' animali su cui erano in corso ricerche mediche e cliniche, danneggiandole irreparabilmente.

L'impressione è che di recente i casi in cui il raziocinio è sopraffatto dalla prepotenza e dalla ricerca del 'colpo mediatico' siano in aumento e contribuiscano a minare definitivamente quel poco di ricerca scientifica che si riesce a fare tra tagli economici, precari senza speranza ed una burocrazia in aumento.

L'impressione è che i barbari (inteso come violenti e avversatori del dialogo tra posizioni ed opinioni diverse) siano ormai ben oltre le Porte ed stiano dilagando da tempo.

Per fortuna (o purtroppo) la scienza non è come la politica o il calcio, in cui le opinioni di ciascuno hanno giustamente lo stesso peso.
La scienza è molto più democratica di così: permette a tutti di verificare qualunque affermazione e di smentirne i risultati. Il metodo scientifico si basa proprio sulla riproducibilità dei risultati e sulla dimostrazione della loro esattezza o no. 

I vaccini fanno male? Falso. Hanno salvato milioni di vite da quando sono stati introdotti. Ci sono librerie di dati sperimentali che lo provano. Non vi fidate? In Galles molti genitori hanno dovuto ricorrere di corsa alla vaccinazione dei propri figli per far fronte ad un'epidemia di morbillo causata dalle false (dati alla mano) affermazioni di un medico.

Le scie chimiche nel cielo? Falso. Si veda l'ottimo speciale di scientificast al riguardo. Ma soprattutto provate a rispondere: che cosa ci sarebbe nelle scie chimiche di maggiormente cancerogeno dell'inquinamento delle città? Che gas potrebbe controllare la gente con maggiore efficenza delle TV?

I neutrini più veloci della luce? Falso. E' un classico esempio di falsificazione della scienza: un esperimento riporta una misura, un altro verifica il contrario e l'ipotesi viene rigettata. [Anche se c'è sempre  l'ipotesi che sia stato messo tutto a tacere perché 'loro' non vogliono che l'uomo abbia astronavi più veloci della luce]

I terremoti si possono prevedere? (Ancora) No.  In Giappone si punta tutto sulla ricerca, la prevenzione con la costruzione di edifici antisismici, le esercitazioni e gli allarmi a brevissimo tempo. 

Vi sarebbero molti altri esempi, ed in ogni caso c'è sempre un gruppo di persone che per un motivo o per un altro non vogliono il confronto scientifico, aperto e non strillato e gridano a qualche tipo di cospirazione.  Sempre in ognuno di questi casi ci sono ricercatori spesso trentenni o quarantenni, precari, sottopagati o non pagati per niente che si ostinano a continuare le loro ricerche. Come possano far parte di una cospirazione per nascondere la verità proprio non me lo riesco ad immaginare.


Per restare in tema sarebbe divertente (e forse più efficace) immaginare una gigantesca ed occulta cospirazione a più livelli, volta ad evitare che il nostro paese possa mantenere il ruolo predominante che nonostante tutto riesce ad avere nella ricerca internazionale. 
In basso abbiamo i burattini: facilmente manipolati, spesso semplicemente violenti che fanno danni soprattutto alle cause che dicono di sposare (sia se si voglia far adottare una cura sperimentale su pazienti, che se si voglia limitare la sperimentazione su cavie). 
In mezzo si pongono gli organi di stampa e televisivi, anche in questo caso incapaci di filtrare e soprattutto verificare le notizie, amplificando le notizie dandogli un taglio strappalacrime in maniera da aumentare l'audience (o il numero di click sulla pagina web).  
In alto: la cupola, politici, amministratori, ministri che continuano a tagliare investimenti nella ricerca di base, i fondi agli istituti di ricerca, le assunzioni di precari...




domenica 14 aprile 2013

La Non-Previsione dei Terremoti porta crediti (dis-in)formativi nelle scuole



Come più volte è stato ribadito, non è possibile al momento prevedere i terremoti. Esistono vari studi e precursori ma nulla di deterministico ed utilizzabile per ridurre i danni o salvare le vite. 
In Giappone l'enfasi è sulla prevenzione: oltre a continua formazione, con musei dedicati allo scopo,  esercitazioni annuali  in uffici e scuole, documentari e opuscoli informativi, tutte le case sono costruite con criteri antisismici (più semplici e meno costosi di quello che si pensi).

In Italia si continua a morire a causa di edifici non solo non antisismici ma neanche a norma di un paese post-medioevale. Evocare cospirazioni, ascoltare profeti in grado di prevedere il  futuro e chiedere che la "scienza" nasconda chissà quali panacee non fa altro che spostare l'enfasi dai reali problemi e da una corretta formazione e prevenzione. 


Per questo lascia molto perplessi l'iniziativa di fornire crediti formativi scolastici a chi andrà ad ascoltare una conferenza (tra l'altro senza contraddittorio) di uno dei più noti sedicenti predittori di terremoti.  

E' come se si dessero crediti formativi in scienze per andare ad ascoltare una conferenza sulla cosmologia ed il sistema solare tenuta da un astrologo. 

Di solito è preferibile lasciar correre e dare importanza a queste follie, ma la lenta deriva pseudoscientifica sta lentamente percolando ovunque, lasciando pensare che vi sia un'alternativa al metodo sperimentale e alla riproducibilità degli esperimenti. 

A questo proposito il gruppo facebook di dibattito scienza ha scritto questa missiva, sottoscritta da molti blogger, ricercatori e giornalisti preoccupati per l'iniziativa e le sue ripercussioni in una scuola già martoriata da tagli al personale ed alle strutture. 


Chi la vuole sottoscrivere può aderire nei commenti (entro le 16 di lunedì per esser tra i firmatari della lettera, ma anche dopo saranno raccolti i commenti) o mandando una mail all'indirizzo riportato al blog di Luca Di Fino,  Kees Popinga  e Aldo Piombino su Scienza e Dintorni. Vale la pena leggere anche i loro contributi al riguardo.

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Ai signori Dirigenti Scolastici e Consigli di Classe:
Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” – Via Cesare Minardi 14 – Frascati
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “M. Pantaleoni” – Via B. Postorino 27 – Frascati
Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” – Via Fontana Vecchia 2 – Frascati
Istituto Tecnico Commerciale “Michelangelo Buonarroti” – Via Angelo Celli 1 – Frascati
Liceo Scientifico “Bruno Touschek” – Via Kennedy – Grottaferrata
Scuola Superiore “Giovanni Falcone” – Via Garibaldi,19 – Grottaferrata
Scuola Superiore “San Nilo” – Piazza Marconi, 7 – Grottaferrata
Istituto Salesiano Villa Sora – Via Tuscolana, 5 – Frascati
e, per conoscenza:
Italia Nostra – Settore Educazione al Patrimonio – 
educazioneformazione@italianostra.org
Oggetto: Crediti formativi per conferenza Giampaolo Giuliani
Egregi Signori,
scriviamo per richiedere una vostra presa di posizione in merito all’evento del titolo “È possibile prevedere i terremoti?”, che si terrà il 19 Aprile a Frascati. Questo evento prevede la presenza di Giampaolo Giuliani, che ha recentemente fatto parlare di sé perché sostiene di poter prevedere i terremoti osservando le emissioni di radon, affiancato da Leonardo Nicoli, direttore della Fondazione Giuliani.
Dobbiamo con rammarico osservare che un’associazione meritoria, Italia Nostra, offra il proprio patrocinio a un evento in cui un signore che si muove all’esterno della comunità scientifica può liberamente divulgare le sue opinabili ipotesi su un tema alquanto delicato e sensibile, il tutto senza alcun contraddittorio. Certamente ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, il rammarico nasce dalla perentorietà di certe affermazioni del signor Giuliani, che non risultano a tutt’oggi verificate (vedi approfondimento allegato), diffuse sull’onda emotiva in un paese che negli ultimi anni ha avuto a che fare con eventi sismici particolarmente distruttiviIl rammarico si trasforma però in sdegno nell’apprendere che la partecipazione a questo incontro verrà considerata come credito formativo per gli studenti, nonostante non ci sia alcun riconoscimento ufficiale delle idee del Sig. Giuliani, né da parte del MIUR né da parte di altri Istituti che si occupano di territorio, a qualunque titolo.
Una cosa che vorremmo fosse insegnata agli studenti è che qualunque teoria riguardante fenomeni naturali deve umilmente sottoporsi al giudizio di tutti coloro che studiano, nei vari aspetti, questo stesso fenomeno (peer-review). Questo giudizio dovrà avvenire attraverso procedure standard, che non possono prescindere da metodologie condivise di indagine; dall’elaborazione di ipotesi e previsioni potenzialmente verificabili; da adeguata pubblicazione dei risultati sperimentali; dal controllo di esperti indipendenti; dalla verifica sperimentale indipendente delle ipotesi formulate, ecc.
L’insieme di queste procedure non è un capriccio di qualche fantomatico establishment; al contrario, queste regole hanno lo scopo di garantire una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esse costituiscono il metodo scientifico, che si è andato costruendo nel corso dei secoli con il contributo di tutti coloro che si occupano di Scienza e di Conoscenza, nella consapevolezza che la conoscenza scientifica ha come giudice unico la Natura stessa, non un’autorità terrestre, non sicuramente l’opinione pubblica. Chi si colloca al di fuori di queste pratiche collaudate – che, proprio in virtù del fatto di ammettere la possibilità di errore, forniscono gli strumenti per individuarlo e correggerlo – si colloca al di fuori del mondo della scienza.
Purtroppo – e l’esame delle cause sarebbe lungo e complesso – in questi ultimi anni in Italia stiamo assistendo al fiorire di sedicenti “ricercatori indipendenti” in vari campi del sapere; personaggi che si fanno vanto dell’essere “emarginati dalla scienza ufficiale”, e trovano così la maniera di diventare noti all’opinione pubblica, propugnando fantomatiche “scoperte eccezionali”, rifiutate a causa di chissà quali indegni complotti. Questi venditori di illusioni giocano spesso con la sofferenza delle persone, e trovano chi li sostiene per meri interessi politici, ideologici od economici.
Contemporaneamente viene sottovalutato, non finanziato, ostacolato il lavoro di tanti ricercatori seri (spesso precari e malpagati) la cui colpa è quella di non far parte del grande circuito mediatico, di non “far notizia”. Il vero scandalo non è il presunto ostracismo verso Giuliani o quelli come lui: il vero scandalo è che l’Italia destina sempre meno risorse alla ricerca seria, all’Università, all’Istruzione, mettendo una seria ipoteca sul nostro futuro come nazione sviluppata e costringendo molti dei nostri ingegni più brillanti a trasferirsi all’estero. Dare legittimità agli outsider come Giuliani di certo non aiuta a muoversi in questa direzione.
In conclusione chiediamo a tutti voi, Dirigenti Scolastici e Docenti, di dare la massima visibilità a questo documento e di non riconoscere, in sede di consiglio di classe, crediti formativi a fronte della presentazione dell’attestato di frequenza all’evento. Possiamo suggerire, in alternativa, la partecipazione all’incontro “La previsione dei terremoti: tra miti e realtà” di Warner Marzocchi, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, che si terrà il 18 aprile ore 16-18 presso il Dipartimento di Fisica, Università la Sapienza, Aula Amaldi.
Ci auguriamo, ove possibile e compatibilmente con il carico didattico, che quanto scritto funga da stimolo per aprire una discussione con gli studenti sull’importanza di una corretta e rigorosa informazione scientifica.
Distinti saluti.
Marco Fulvio Barozzi, blogger scientifico e insegnante
Luca Di Fino, ricercatore TD Dip. Fisica, Università Tor Vergata
Aldo Piombino, blogger scientifico
Simone Angioni, chimico, Università di Pavia, Segretario Associazione Culturale Scientificast
Marzia Bandoni, esperta e-learning
Martino Benzi, ingegnere
Paolo Bianchi, blogger scientifico, Associazione Culturale Scientificast
Marco Casolino, Primo Ricercatore INFN e Dip. Fisica, Università Roma Tor Vergata
Pellegrino Conte, professore associato di Chimica Agraria, Università degli Studi di Palermo
Carlo Cosmelli, docente di Fisica, Dipartimento di Fisica, Università Roma Sapienza
Marco Ferrari, giornalista scientifico
Mario Genco, Dibattito Scienza
Milena Macciò, Dibattito Scienza
Silvano Mattioli, Dibattito Scienza
Marco Messineo, fisico, Dibattito Scienza
Silvia Onesti, Elettra-Sincrotrone Trieste
Daniele Oppo, cronista free lance e blogger
Giuseppe Perelli, studente di dottorato in Scienze Computazionali e Informatiche
Lisa Signorile, biologa e blogger scientifica
Fabrizio Tessari, Dibattito Scienza
Luca Vanini, studente in Ingegneria Meccanica
Bruna Vestri, blogger
Veronica Zaconte, fisico
Ignazio Verde, primo ricercatore, CRA – Centro di Ricerca per la Frutticoltura, Roma
Un breve approfondimento
Le idee di Giampaolo Giuliani non sono così originali e rivoluzionarie come certa stampa afferma: sulle relazioni fra emissioni di radon e terremoti ci sono diversi studi in molte aree sismiche del mondo, da Taiwan all’Islanda, passando per la California. Tutte le principali riviste scientifiche specializzate ne hanno prima o poi parlato. Che non sia propriamente una novità lo dimostrano le prime tracce in bibliografia, che risalgono al 1967. In California il sistema fu usato regolarmente per un po’ di tempo negli anni ’70. Ci furono dei riscontri per un paio di eventi nel 1979, ma poi il metodo è stato sostanzialmente eliminato perché la sua affidabilità era scadente; per esempio, il terremoto di Landers del 1972 fu seguito un paio di settimane dopo l’evento da anomali valori del gas e nel 1981 ci fu un brusco innalzamento dei livelli nell’area di Los Angeles, ma non accadde nulla. A Taiwan, dove vi sono aree particolarmente idonee a questi studi, sia geologicamente che climaticamente, si sono registrati diversi episodi di correlazione tra radon e sismicità. Ad esempio, la sorveglianza della faglia di Chuko ha dimostrato un aumento delle emissioni di radon prima di eventi sismici lungo quella specifica faglia, ma ancora senza raggiungere una predizione degli eventi stessi in qualche misura soddisfacente.
Il problema è che questi studi hanno dato troppi falsi positivi mettendo in evidenza quanto poco il radon sia predittivo. Una previsione è valida quando funziona, cioè quando l’evento si verifica. Una previsione è sbagliata sia se prevede qualcosa che poi non avviene (falso positivo), sia quando non prevede qualcosa che invece avviene (falso negativo). Dire che prima o poi pioverà a Roma è sicuramente una previsione che sarà confermata dai fatti, ma non può considerarsi di certo rivoluzionaria, anche se basata su osservazioni condivise.
C’è poi una differenza fondamentale fra Giuliani e queste ricerche: tutte si basano sullo studio di una singola faglia, quando invece Giuliani parla genericamente di aree. Questo è un particolare di non trascurabile importanza: prevedere un terremoto significa fare un comunicato in cui si scrive che “circa il tal giorno alla tal ora si verificherà lungo quella faglia un evento di magnitudo n il quale provocherà uno scuotimento come da cartografia allegata”. Come si può definire l’area in cui vanno presi provvedimenti di protezione civile senza sapere quale faglia si muoverà?
Ricordiamo inoltre che Giuliani non ha mai realmente previsto nulla di significativo, come dimostra un video del Marzo 2010 preparato dai ricercatori dell’INGV, grazie al quale vengono messe in evidenza tutte le sue contraddizioni: infatti non riesce, nemmeno successivamente al tragico sisma che il 6 Aprile del 2009 colpì la città dell’Aquila, a fornire una informazione coerente sulla sua presunta previsione del terremoto. Anzi, risulta agli atti che una settimana prima del fatale terremoto aquilano voleva sgomberare Sulmona a seguito dell’evento di Magnitudo 4.0 che aveva colpito la cittadina il 29 marzo 2009. Insomma, si prevede pioggia a Frascati e poi aprono gli ombrelli a Ladispoli. Che previsione è?
Siamo convinti che la ricerca sui segnali premonitori dei terremoti sia importante, ma debba essere condotta in contesti davvero affidabili, non certo sull’onda dell’emotività o della personalizzazione. Siamo tuttavia altrettanto certi che in un paese come il nostro sia più importante investire nella prevenzione, con una adeguata gestione del territorio e con norme e controlli più stringenti sul patrimonio edilizio. La lezione ci viene dal Giappone, paese con sismicità anche superiore alla nostra: costruire in maniera corretta e nei luoghi corretti vuol dire anzitutto abbattere drasticamente la perdita di vite umane, anche in caso di forti terremoti, oltre a ridurre sensibilmente i costi per la ricostruzione post-sismica. Certo che ci vogliono precise scelte politiche, e all’orizzonte non si vedono segnali confortanti.
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lunedì 29 ottobre 2012

Il Giappone e la predizione dei terremoti.


Un paese soggetto a terremoti come il Giappone ha sviluppato negli anni una serie di reti di misura e di protocolli per ridurre i danni dei sismi che colpiscono periodicamente l'isola. 
Le contromisure riguardano la costruzione di edifici e strutture antisismici (qui un post precedente),  la messa in opera di piani di evacuazione dalle metropoli ed esercitazioni. Queste ultime coinvolgono sia gli studenti delle scuole che i loro genitori, che partecipano a varie simulazioni annuali in cui lo scenario  richiede che i genitori vadano a prendere i figli a piedi, presupponendo l'assenza di treni e trasporti pubblici.
Allerta a brevissimo termine
La differente velocità di propagazione delle onde può essere sfruttata per localizzare l’epicentro del sisma, con un processo analogo a quello della stima della  distanza dei fulmini contando i secondi che intercorrono tra l’arrivo del lampo e del tuono. Infatti, dai primi studi del geologo Mohorovičić  le tecniche di rivelazione delle onde sismiche sono migliorate continuamente, giungendo ad effettuare una vera e propria tomografia dello stato del sottosuolo. Tramite l'analisi delle onde è stato anche possibile in passato per le superpotenze controllare numero ed intensità dei test nucleari effettuati dal nemico.
Schema di funzionamento dell'Early Warning  giapponese
In Giappone, le onde P sono anche utilizzate come sistema di allerta (l'unica vera previsione possibile): quando sono rivelate da almeno due  sismografi del EEW (Earthquake Early WarningKinkyū Jishin Sokuhō)  questi trasmettono un segnale alla centrale più vicina che determina distanza e intensità del sisma incombente. Se questo supera la soglia di 5 (scala giapponese), viene emesso un allarme via TV, cellulari e internet. Anche se  si tratta di una manciata di secondi, un minuto nel migliore dei casi, questo è spesso sufficiente per bloccare le attività più pericolose, fermare i treni superveloci e ridurre così i danni.

Istituti, agenzie ed allerta a lungo termine 

Per quanto riguarda la predizione dei terremoti, la possibilità che un sisma di intensità simile o poco inferiore (grado 7) a quello che colpì l'aera di Tokyo nel 1923 (Great Kantō Earthquake) è stimata - dall'Istituto per la ricerca sui terremoti dell'università di Tokyo - pari al 70% nei prossimi quatto  anni e del 98% nei prossimi 30. Questo per via dell'accumularsi dell'energia nella faglia che passa in prossimità della capitale giapponese (Il terremoto del 2011 ha interessato un'altra faglia).
L'agenzia metereologica giapponese è invece  preposta al monitoraggio e allo studio di eventi climatici, dalle previsioni (forecast) del tempo alla predizione (prediction) dei terremoti. Fornisce informazioni in tempo reale su tifoni, terremoti ed altre calamità naturali. 
La pagina dedicata al  futuro terremoto del Kanto riporta al momento  "nessuna informazione", sulla base dell'assenza di segnali precursori dei terremoti. I livelli di guardia e le azioni da intraprendere sono riassunti nella tabella riportata. 
La tabella con i livelli di allerta della JMA giapponese
 Vale la pena notare, anche alla luce della recente sentenza sulla mancata allerta del terremoto de L'Aquila, come i cittadini sono rimandati agli avvisi del governo e delle amministrazioni locali. 

Per quanto riguarda gli organi di stampa e radiotelevisivi va notato come le informazioni sono aggiornate in tempo reale e la qualità dei servizi divulgativi e di alto livello,  di carattere tecnico con  la completa assenza di pseudo-scienziati  e teorie senza prove scientifiche. 


martedì 11 settembre 2012

Previsione dei terremoti, un falso problema.


Attualmente è impossibile riuscire a prevedere  quando e  dove avrà luogo un terremoto ed  evacuare così in anticipo le zone che stanno per essere colpite.  È tuttavia possibile stimare  –  sulla base della frequenza degli  eventi passati  –  la probabilità che un sisma colpisca una regione e ridurre  i danni realizzando per tempo strutture  antisismiche.Per poter essere realmente utilizzabile, qualunque metodo di previsione basato su uno o più precursori dei terremoti    deve fornire  con un certo intervallo di confidenza tempo, luogo ed intensità del sisma che si verificherà.  Se si afferma   di essere in grado di determinare in anticipo un terremoto bisogna essere in grado  di fornire  i  dati citati  sopra prima che il sisma di verifichi. Altrimenti le affermazioni generiche a posteriori hanno la stessa validità di quelle astrologiche, con la colpa ulteriore di distogliere l’attenzione dal reale problema: la realizzazione di case ed edifici seguendo norme e criteri di costruzione antisismici.
 Il terremoto di Haicheng, verificatosi nel 1975  nel nord-est della Cina (M 7.3) è uno dei pochi casi...
Con questo post inizia la mia collaborazione con gli amici di scientificast, podcast e blog italiano di scienza, consigliato a tutti!