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martedì 9 febbraio 2016

La scienza del professor Moriarty, l’arcinemico di Sherlock Holmes

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(parte dell'articolo apparso su wired)
(ne abbiamo parlato nel podcast 90 di scientificast)
Sherlock Holmes sta conoscendo un periodo di revival sia sul grande che sul piccolo schermo. Due film con Robert Downey Jr, il più recente con Ian McKellen (Mr. Holmes, 2015) e due serie televisive come Sherlock ed Elementary, ambientate nella Londra e nella New York dei giorni nostri. In molti adattamenti viene dato ampio spazio all’antagonista di Holmes, il genio del crimineprofessor Moriarty. In realtà, l’arcinemico per antonomasia compare direttamente solo in due avventure del grande investigatore ed è menzionato in appena altre cinque. L’autore delle avventure di Holmes, Sir Arthur Conan Doyle, concepì Moriarty come nemesi finale del suo ormai troppo famoso ed ingombrante detective ne L’ultima avventura del 1893). E, infatti, sia Moriarty che Holmes muoiono, stretti in un abbraccio mortale, cadendo dalle cascate di Reichenbach nel 1891. Doyle, però, sotto l’incredibile pressione del pubblico, è costretto a salvare Holmes a posteriori e farlo tornare nel 1894 ne L’avventura della casa vuota.
Holmes ci narra quel poco che sappiamo di Moriarty: prima di darsi al crimine era un matematico di formazione e professione. Erano altri tempi e non c’era precariato nella ricerca, almeno per menti geniali come la sua: ad appena 21 anni e con un solo trattato sul teorema binomiale, vinse una cattedra in una delle università minori del Regno Unito.
Il detective ci fa però sapere che Moriarty fu presto costretto a rassegnare le dimissioni dall’università, a seguito di “oscure dicerie”. Non conoscendo i fatti in prima persona, l’investigatore collegò i pettegolezzi alle prime malefatte del genio del male.
Ma fu veramente così? Lo scrittore Isaac Asimov ipotizza, in un racconto de I vedovi neri (The Ultimate Crime, 1976), che le dimissioni di Moriarty fossero piuttosto causate dall’ostracismo accademico scatenati dalle sua rivoluzionarie ed eretiche teorie.
Holmes considerava Moriarty un “genio, un filosofo, un pensatore astratto e mente di prim’ordine”. Ne La Valle della paura (1914) dice di lui: “Non è forse il celebrato autore di La dinamica di un asteroide, un libro che ascende a picchi così rarefatti di alta matematica che si dice che nessun esponente della letteratura scientifica sia stato in grado di recensirlo?”.
Sherlock non conosceva il trattato e, dato che nessun recensore ne aveva compreso il significato, ne ignorava il contenuto. Anche se non gli si può rimproverare di non aver letto una monografia di matematica astratta, il più famoso detective del mondo aveva comunque vaste lacune nella sua educazione. John Watson ci rende partecipi (Uno studio in rosso, 1887) della sua sorpresa nello scoprire che Holmes, fieramente, ignorava sia la struttura delSistema solare che lo stesso sistema copernicano, 

mercoledì 21 maggio 2014

Il dio Terminus: la Fondazione di Asimov diventa un manga.

La Sideranch giapponese ha iniziato nell’ottobre 2013 la trasposizione della saga della Fondazione di Isaac Asimov. Il tratto, pulito ed essenziale, rende onore ai personaggi dei romanzi, restando fedele alla caratterizzazione dell’autore.
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Anche nella narrazione delle vicende si nota con piacere  l'aderenza quasi maniacale al testo originale. Non solo nomi ed i ruoli sono traslitterati fedelmente, ma numeri, cifre e date presenti nel manga coincidono con quelli del romanzo,  a sottolineare la passione dei curatori.
Nella concezione delle storie della Fondazione, originariamente pubblicate ad episodi a  partire dal 1942, Asimov trasse ispirazione  dal "Declino e caduta dell'impero romano", di Edward Gibbon. La monumentale opera dello storico anglosassone descrive il  crollo dell'Impero romano dalle prime avvisaglie sino alla sua fine in occidente nel V secolo e un millennio dopo in oriente.
Il primo volume,di quasi 300 pagine, copre le prime tre storie di Fondm2Clipboard01azione. Nel primo capitolo incontriamo Hari Seldon ed il suo futuro successore, Gaal Dornick. Assistiamo quindi alla nascita della Fondazione su un pianeta nella estrema periferia galattica ed ai suoi primi scontri con i sistemi vicini. Lo scopo apparente è di redigere una onnicomprensiva Enciclopedia Galattica, ma l'obiettivo reale è quello di preservare scienza e tecnologia evitando che periscano nel crollo dell'impero galattico, in analogia a quanto avvenuto in Europa nel Medioevo.
Il nome del pianeta cui viene posta la Fondazione, Terminus, ha un valore simbolico molto importante per Asimov, che  dichiara di aver letto per ben due volte l’opera di Gibbon: Terminus era infatti il dio romano preposto alla guardia dei confini dell'impero. Era rappresentato da una  massiccia pietra  posta nel tempio di Giove sulla collina del Campidoglio. Nelle parole di Gibbon solo Terminus, di tutte le divinità inferiori,  aveva rifiutato di piegarsi al volere di Giove e gli àuguri avevano dedotto che i confini di Roma non si sarebbero mai ritirati sino a che il dio fosse rimasto al suo posto.
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