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giovedì 31 gennaio 2013

Astronauti in Overdose ed Omeopatia

Christer Fuglesang nel laboratorio USA
 indossa il rivelatore al silicio Altea per lo studio
 dei lampi di luce e della correlazione con la radiazione
nello spazio. (STS126/12a) Da qui


Gli astronauti sono per natura avezzi a fronteggiare a rischi di ogni tipo: talvolta però compiono atti che rasentano la follia. Christer Fuglesang è un astronauta (e cosmonauta)  svedese, che ha volato per due volte sul Discovery alla volta della Stazione Spaziale Internazionale, che ha contribuito ad assemblare con varie attività extraveicolari.  Ha lavorato anche ai nostri esperimenti Sileye-3 ed Altea, volti alla misurazione della radiazione spaziale e dei suoi effetti sugli astronauti. Con Altea  ha anche studiato l’effetto dei lampi di luce che gli astronauti percepiscono quando il loro occhi sono colpiti dalla radiazione cosmica.
In un ‘open campus’ in Svezia, l’astronauta ha pubblicamente ingerito una quantità di medicine omeopatiche per  dormire pari a oltre 10 volte la dose massima consentita: si è trattato di una overdose di 'farmaci' omeopatici, pari a... bere un boccale d'acqua invece di un bicchierino d'acqua. Naturalmente non si è avuto nessun effetto collaterale come invece  ci si sarebbe attesi nell’ipotesi che un qualunque principio attivo fosse presente nella medicina omeopatica.
Naturalmente si tratta di un evento dimostrativo, che comunque mostra come il fattore di diluizione non abbia comunque senso  ma che riflette l’assenza di prove scientifiche dell’efficacia di questi rimedi.
Il folle tentativo di suicidio per overdose di prodotti
omeopatici di Christer Fuglesang nel 2011. 
La spiegazione che viene addotta dai difensori dell'omeopatia  è che vi sia un qualche fenomeno ancora sconosciuto (e non comprovato scientificamente), ma che è probabilmente dovuto all'effetto placebo o alle naturali difese dell'organismo.  In ogni caso  se proprio si vuole ricorrere a questi rimedi è sempre bene farlo per le semplici  indisposizioni o le malattie non gravi.
L'altra domanda è sul motivo per cui questi pseudo-farmaci costino così tanto: in proporzione è come se pagassimo  una bottiglia con meno un granello di zucchero (o la ormai storica  particella di sodio)  10-100  euro. Di più costoso c'è forse solo il costo degli articoli sulle riviste scientifiche.

Grazie ad Oscar per l'informazione. 

mercoledì 25 aprile 2012

La strada delle stelle è aperta: 3) Il cosmodromo di Baikonur

La strada per le stelle aperta da Korolev partiva dal segretissimo cosmodromo spaziale di Baikonur, in Kazakistan. Assieme a quello di  Plesetsk assicurano ancor oggi la maggior parte dei lanci   della Russia. Plesetsk  è rivolto principalmente ai lanci polari per la sua elevata latitudine (62° N, vicino alla città di Arkangelsk), mentre Baikonur, sito a 51° nelle steppe del Kazakhistan, è più vicino all’equatore ed è utilizzato per porre satelliti in orbita geostazionaria e per i voli con equipaggio umano. 
La Soyuz con a bordo il satellite
 Resurs e l'esperimento PAMELA
 verso la rampa di lancio (fda)
La città di Baikonur vista dall'aereo (fda)


Baikonur è oggi un enclave russo grazie ad accordi speciali con il governo Kazako. La “vera” città di Baikonur si trova in realtà a circa 200 chilometri di distanza, mentre il villaggio sulle rive del fiume Syr Darya era chiamato Tyuratam e poi Leninsk. La designazione Baikonur fu data ai tempi della guerra fredda per confondere gli aerei spia.
Le abitazioni di Korolev e Gagarin, in prossimità
della rampa di lancio da cui partirono il
primo satellite ed il primo uomo per lo spazio.
Gli edifici di assemblaggio delle Soyuz (blu, sx)
e le vecchie rampe di lancio lunare (sx)
Il modello meccanico dello shuttle russo Buran,
ora al museo di Baikonur
La base occupa un’area grande quanto il Lazio, in cui sono presenti decine di rampe di lancio, due aeroporti, ed installazioni di ogni genere. Alla città vera e propria si aggiungono altri distretti abbandonati dopo il crollo dell’URSS e la chiusura di alcuni programmi spaziali come quello dello shuttle russo Buran. La città vera e propria è a circa 40 minuti di treno o autobus dalla zona di integrazione e lancio dei razzi. Ben presto Korolev, stufo di fare su e giù ogni giorno, si trasferì in uno spartano edificio vicino alla rampa di lancio. Nella casa gemella Gagarin dormì la notte prima del suo storico volo.


Il fiume Syr Darya

Le strade della città

Il mercato


La chiesa di S. Giorgio
il vittorioso (fda)
Padre Sergei (fda)

















 Parte 3/fine 
Questo post fa parte del Carnevale della Fisica, edizione di Aprile, ospitato dal blog di Leonardo Petrillo