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martedì 28 aprile 2015

La NASA finalmente fa pulizia e dice addio alllo pseudo-warp-drive


Delle bufale sulle astronavi più veloci della luce abbiamo parlato in più occasioni. La cosa che ha sempre lasciato perplessi è come mai la NASA ospitasse sul suo sito testi mai pubblicati su riviste scientifiche e con un linguaggio volutamente più simile a Star Trek (con tutti i conseguanti roboanti rilanci sui siti web) che a quello tecnico ma realistico di un ente spaziale.
Di recente la NASA sembra aver finalmente fatto pulizia: In questo articolo “Is Warp drive real?” afferma chiaramente che il volo più veloce della luce rimane a livello di speculazione fantascientifica e che le conoscenze attuali concludono – per il momento – che è (purtroppo) impossibile.
L’articolo conclude succinto riportando che ”Past articles of warp drive found at this location have been archived.”, ossia “articoli precedenti del warp drive sono stati archiviati”.
La speranza di oltrepassare la velocità della luce resta comunque viva, ma non è certo con un motore a bufale che ciò potrà avvenire.
Per ironia della sorte il di solito ottimo sito IFLScience trae la conclusione opposta (!)chiedendosi se la NASA abbia creato il Warp Drive e linkando però all’articolo sopra.
Consoliamoci con chi il Time Warp l’ha fatto davvero…

(ribloggato da scientificast)

martedì 20 gennaio 2015

Scuola Guida Relativistica: come appare il cielo alla velocità della luce?

Lo spazio come appare a velocità prossime a quella della luce
(da Gunbuster)
Abbiamo appena acquistato un’astronave nuova di zecca, nuovo modello, teoricamente in grado di sfiorare  la velocità della luce.  Usciti dal concessionario,  ci lasciamo la Terra alle spalle ed acceleriamo,  incuranti  dei consumi elevatissimi  dovuti al fatto che la nostra massa  aumenta sempre di più via via che la velocità cresce richiedendo una spinta sempre maggiore.  
Non abbiamo però letto il libretto delle istruzioni e quindi restiamo a bocca aperta osservando  fuori della cabina di pilotaggio. L’impressione è che le stelle si stiano allontanando da noi!  La loro luce si sta infatti concentrando in un alone indistinto verso la prua della nave. Il computer di bordo però ci rassicura:  È un fenomeno analogo a quello osservato andando in moto sotto la pioggia, dove le gocce d’acqua sembrano provenire solo da davanti.  Questo fenomeno è descritto quantitativamente dalle trasformazioni  di Lorentz, ma in sostanza la nostra velocità è tale che la luce delle stelle non riesce ‘a raggiungerci’ dai lati e sembra quindi provenire solo da  davanti.
Il campo stellare da fermi...
...all'85% della v luce..

Oltre all’aberrazione geometrica, le stelle cambiano colore: Infatti la lunghezza d’onda emessa dagli astri ci appare accorciata e dunque tende a spostare la luce verso il blu. (Questo fenomeno – l’effetto Doppler -   è lo stesso, ma opposto a quello dello spostamento verso il rosso osservato dall’allontanamento delle galassie a seguito del Big Bang).  Le stelle tendono a quindi formare una specie di arcobaleno circolare intorno alla prua della nave. 

Al 98.4% di vluce...
Al 99.8% di vluce
Siamo quasi alla  velocità della luce (per raggiungerla dovremmo avere massa nulla, ma l’aspetto dello spazio non cambierebbe): le stelle si sono concentrate in un punto luminoso centrale, circondato da un alone colorato dovuto appunto all’effetto Doppler relativistico. Con questo bolide  raggiungere Giove in circa mezz’ora Plutone in poche ore, ma il campo di stelle rimane comunque immutato. A  questa velocità ci vorrà meno tempo a raggiungere le stelle per via della contrazione delle lunghezze. Lo spazio appare infatti contratto agli astronauti che si muovono a velocità relativistica.

Effetto Doppler relativitistico. La nostra astronave è il
puntino blu che si muove con velocità sempre maggiore
verso destra. Di fronte a noi si osserva uno spstamento
verso il blu della luce delle stelle. (da wikipeedia)
L’effetto  in cui le stelle sembrano passare ai lati dell’Enterprise come lampioni di un’autostrada galattica è quindi incorretto, perché implicherebbe una velocità di  varie decine di anni luce al secondo  (ma già attribuito a qualche effetto apparente dovuto alla velocità warp), e comunque dopo le recenti devastazioni di JJ Abrams è il problema minore di Star Trek
Corso di Relatività e trasformazioni di Lorentz in Gunbuster


Chi però  tiene conto correttamente degli effetti relativistici è l’ineffabile Hideaki Anno. 


In Gunbuster (1988),  serie già citata in un precedente articolo sui buchi neri, descrive correttamente l’effetto di aberrazione relativistica, con tutte le stelle concentrate in un punto e circondate dall’anello multicolore di Einstein. Per non farsi mancare niente, il regista  di Evangelion, ha aggiunto una serie di micro corsi scientifici  alla fine di ogni episodio in cui le protagoniste del cartone discutono la fisica relativa, con tanto di trasformazioni di Lorentz.    

In assenza di una astronave possiamo provare i brividi della guida relativistica con Star Strider,  un planetario shareware, da cui abbiamo tratto queste immagini.

martedì 13 maggio 2014

Bufale intergalattiche: il Warp Drive e Scientific American

Come le zanzare d’estate e le bufale sempreverdi, rispunta periodicamente il fantomatico “warp drive della NASA”. Questa volta (purtroppo)  su una rivista prestigiosa come “Scientific American”, poi ripresa anche sul nostro “Le Scienze” italiano.
Ne abbiamo già parlato più volte qui e qui ma la  sostanza  non è cambiata (anche perché immagini e disegnini sono sempre le stesse e non ci sono pubblicazioni):
  1. Non esiste al momento nessun warp drive e nessun modo teorico o pratico per andare più veloci della velocità della luce.
  2. La metrica proposta è solo una delle tante equazioni che si possono scrivere su carta. Posso scrivere l’equazione dei tachioni, ma  non vuol dire che questi esistano. Al momento non c’è nulla che neanche lontanamente suggerisca deviazioni dalla teoria di Einstein (putroppo!).
  3. L’unico modo per modificare la metrica dello spazio tempo (ossia la gravità) è con… la massa. Dato che la gravità è una forza debolissima (e nessuno sa perché) non c’è modo di modificare lo spazio tempo in maniera credibile.
  4. La Nasa NON sta lavorando a questi sistemi: vi è il più serio Advanced propulsion lab, che  sta  studiando vari metodi di propulsione basati su principi fisici che… esistono… tra cui quella solare elettrica.
  5. Alla NASA lavora Harold White.  Ricercatore eclettico, laureato nel 1999 in ingegneria meccanica ed impiegato prima in un contractor della Nasa. Ottiene il dottorato in fisica solo nel 2008 con una tesi sulla ionosfera di Venere. Non  ha alcuna pubblicazione scientifica  che tratti lavori sugli argomenti da lui citati.
  6. Dalla fine degli anni ’90 è stato realizzato solo il prototipo di un interferometro (e molte roboanti interviste). Nessun dato sperimentale, nessuna misura, niente.
  7. Non vi sono inoltre articoli pubblicati su riviste scientifiche: solo alcuni preprint e rapporti interni che potrebbero al massimo servire come technobabble di qualche brutto episodio di Star Trek

Questo non vuol dire che non si possa sognare (l’articolo può essere letto in chiave “poetica”), ma neanche che si debba seguire e dare spazio a ciarlatani che non offrono alcun dato sperimentale in sostegno delle loro affermazioni.
Lascia quindi  molto perplessi il fatto che  Scientific American abbia pubblicato queste sciocchezze acriticamente (e che le abbiano riprese anche sull’edizione nostrana). Anche se si tratta di un “guest post”e la redazione della rivista avverte che le idee espresse sono dell’autore, Testi e fonti andrebbero controllate, altrimenti la prossima volta ci ritroviamo un articolo sul creazionismo o le scie chimiche.

PS ovvi problemi a parte negli anni ’50 avevamo la propulsione nucleare ed il progettoOrione, che nelle configurazioni avanzate avrebbe consentito di raggiungere il 10% della velocità della luce.
PPSS L’unico motore gravitazionale si ottiene mettendo  la macchina in folle e togliendo i freni. Funziona solo in discesa putroppo.

(reblogged da pagina99 e scientificast)