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domenica 20 gennaio 2013

Laser ed ottica geometrica

Le leggi dell'ottica geometrica sono alla base del funzionamento di  ogni telescopio, macchina fotografica, specchio. Secondo questa formulazione semplificata la luce si propaga in maniera rettilinea; quando essa incontra un materiale  diverso   il raggio luminoso viene in parte riflesso    ed in parte rifratto.
L'angolo riflesso è lo stesso di quello incidente, quello rifratto si avvicina alla normale della superficie  se l'indice di rifrazione cresce. 
La legge di Snell descrive quantitativamente questo fenomeno: 

n_1 \sin\theta_1=n_2\sin\theta_2

dove n1 e theta1 sono gli indici di rifrazione e l'angolo di incidenza del mezzo 1 e n2 e theta2 sono gli indici di rifrazione del mezzo 2.

In foto è mostrata la riflessione e rifrazione di un puntatore laser nello stagno del Riken: in questo caso n1=1 (aria) ed n2=1.33 (acqua).
Il raggio rifratto si avvicina alla normale alla superficie perchè l'indice di rifrazione dell'acqua è maggiore di quello dell'aria (per inciso la velocità della luce nel mezzo scende con l'aumentare di n: nell'acqua il raggio si muove "appena" a circa 200,000 km/s).
La luce del raggio laser è visibile grazie alle molecole d'aria e polvere che ne assorbono parte dei fotoni e li riemettono in tutte le direzioni; nel vuoto il laser è invisibile, con buona pace degli effetti speciali dei film di fantascienza.
Inoltre poichè l'acqua è un mezzo circa 1000 volte più denso dell'aria, il raggio rifratto è più luminoso perché assorbe - e riemette -  più luce. 


Se invece il raggio luminoso ha  origine nell'acqua questo si allontana dalla normale quando prosegue nell'aria. Vi è quindi un un angolo limite  (seno(theta)= naria / nacqua = 48.7 gradi) in cui la luce si propaga parallelamente alla superficie: oltre questo valore la riflessione del raggio è totale e non vi è raggio rifratto. 
Ad esempio nella foto accanto, la luce del centro commerciale (sulla destra) entra nell'acquario ma non ne può uscire: il vetro sulla destra non è dunque trasparente ma può solo riflettere luce e le immagini dell'interno dell'acquario. 


Angolo limite (da qui)

martedì 24 aprile 2012

Open Campus al RIKEN: Da Galileo alla stazione spaziale alla radioattività



Lo scorso 21 Aprile si è svolto l'Open Campus presso i laboratori del RIKEN di Wako. 

L'evento ha visto la partecipazione di più di ottomila persone, adulti, studenti e bambini, che hanno visitato i laboratori di ricerca ed assististo a presentazioni e dimostrazioni su campi che spaziano dalla fisica delle particelle elementari alla biologia allo chimica.
Nel nostro caso, oltre a varie presentazioni in 3D sulla Stazione Spaziale Internazionale e sull'esperimento JEM-EUSO erano stati allestiti degli stand sull'ottica delle lenti di Fresnel, sulla misura della radioattività e sull'astronomia con  le macchine fotografiche digitali. 
Questi ultimi due argomenti hanno riscosso un notevole successo, sia per il recente incidente di Fukushima che per il fascino che stelle e pianeti hanno nei confronti di grandi e piccini e saranno l'oggetto di post dedicati.





Video e presentazione in 3D sulla
nostra percezione del sistema solare
 prima e dopo le scoperte di Galileo. 
Dall'infinito l'immagine della lente risulta ingrandita e rovesciata

Uno dei poster: "Astronomia con una comune  macchina fotografica digitale"
Bambini in fila per farsi fotografare "distorti" dalla
lente di Fresnel

Un altro poster: "Radioattività negli oggetti di tutti
i giorni"