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giovedì 6 agosto 2015

Yoshio Nishina: Lo scienziato che tentò di scongiurare Nagasaki

Nishina (a destra) implora inutilmente i militari americani di non gettare i ciclotroni nella baia di Tokyo

Parleremo di questo argomento con gli amici di Radio3Scienza alle 11:30 italiane del 6 Agosto:  http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-1314fddc-9281-42dc-9229-297d4febf5c8.html?refresh_ce

Il 6 Agosto 1945 la città di Hiroshima fu rasa al suolo dal primo ordigno nucleare della storia: circa 140.000 giapponesi furono uccisi istantaneamente dall’esplosione o morirono successivamente a causa delle ustioni e delle radiazioni.
La bomba, denominata Little boy, era di concezione semplice quanto efficace: un esplosivo convenzionale lanciava un cilindro cavo di uranio verso una serie di dischi dello stesso materiale. Il materiale fissile raggiungeva un peso complessivo di 64 chili, superiore alla massa critica necessaria per innescare una reazione nucleare a catena dal potere distruttivo di 11 chilotoni, equivalente cioè a 11.000 tonnellate di esplosivo convenzionale.
Solo grazie agli enormi mezzi ed investimenti degli Usa – più di due miliardi di dollari dell’epoca, convogliati nel segretissimo progetto Manhattan – fu possibile impiegare a fini bellici le ultime scoperte della fisica nucleare. Liberando le energie che tengono insieme i nuclei atomici, si sviluppava una forza distruttiva milioni di volte più potente di quella degli esplosivi chimici basati sui meri legami molecolari.

A posteriori, la corsa agli armamenti nucleari del Secondo conflitto mondiale, non ebbe contendenti: nonostante i molti tentativi, i tedeschi non si avvicinarono mai all’arma finale sognata da Hitler. Nel marzo 1945, quando la disfatta era ormai vicina, i nazisti imbarcarono le loro ultime scorte di ossido di uranio, poco più di mezza tonnellata, sull’U-Boot 234 e lo spedirono verso il Giappone. Il sottomarino non giunse però mai a destinazione: nel maggio 1945, mentre era in viaggio, la Germania capitolò ed il sottomarino si arrese alla marina statunitense. Due ufficiali giapponesi presenti a bordo del vascello, Hideo Tomonaga e Shoji Genzo si suicidarono piuttosto che cadere in mano al nemico.
Anche il Giappone aveva ben due programmi di sviluppo di armi nucleari, il Ni-go, progetto numero 2, gestito dal fisico teorico Yoshio Nishina, presso il Riken, istituto di ricerca di Tokyo, ed il progetto 'F' presso l'università di Kyoto, sotto la guida di Bunsaku Arakatsu, già allievo di Einstein e costruttore di uno dei primi acceleratori di particelle giapponesi. Nishina – considerato il padre della fisica moderna in Giappone – disponeva al Riken di un laboratorio con circa cento persone e due ciclotroni ma la maggior parte delle sue attività rimase a livello di ricerca pura, senza applicazioni belliche.

Il problema principale della costruzione di ordigni nucleari è infatti quello di separare gli isotopi di uranio e plutonio utilizzabili per scopi bellici. La carenza di fondi e di materie prime non consentirono ai progetti giapponesi di fare molti passi avanti. I pochi progressi fatti si interruppero poi nell'aprile 1945, quando la maggior parte degli edifici del Riken fu distrutta a seguito dei continui bombardamenti su Tokyo. La maggior parte delle città giapponesi, infatti, erano già state rase al suolo da bombardamenti convenzionali: il solo raid del 9 marzo sulla capitale causò più di 125.000 morti, soprattutto a causa degli incendi innescati dall’enorme quantità di bombe incendiarie costitute di semplici ma speciali tondini imbevuti di sostanze incendiarie.
Hiroshima, invece, fino a quel momento era stata risparmiata dalle distruzioni della guerra perché i militari statunitensi volevano conoscere con precisione i danni causati dal nuovo tipo di bomba. Dopo l’esplosione, Nishina riuscì a raggiungere quello che restava di Hiroshima solo il 7 agosto. Già altri suoi colleghi avevanoconfermato, in una serie di rapporti, che l'ordigno utilizzato era – come peraltro dichiarato dal presidente Usa Truman – di tipo nucleare. Le evidenze, incontrovertibili,  furono indicate in una dettagliata lista redatta dal fisico giapponese: tegole fuse(che implicavano temperature superiori a 2000 gradi), l’elevata radiazione residua nell'area colpita(talmente intensa da riuscire ad impressionare le lastre a raggi X negli ospedali) e l’impressionante onda d’urto, in grado di spazzare via tutti gli edifici nel raggio di 1,6 chilometri, risparmiando solo alcune costruzioni in cemento armato.
Tuttavia i rapporti che raggiungevano Tokyo erano contrastanti e  i militari giapponesi, che speravano di poter continuare la guerra ad ogni costo,  preferirono ipotizzare su bombe al fosforo o al magnesio piuttosto che ammettere l’esistenza di una bomba atomica. Il resoconto di Nishina, che implorava la resa, arrivò solo il 9 agosto, troppo tardi per prevenire il bombardamento di Nagasaki, avvenuto in quello stesso giorno. In questo caso l’ordigno, Fat Man, era basato sul plutonio, con un innesco ad esplosivo convenzionale per comprimere la sfera di 6 kg di materiale fissile oltre il raggio critico. La complessità della bomba era tale che un prototipo era stato fatto esplodere poco meno di un mese prima nel Nuovo Messico. L'esplosione di Nagasaki fu pari a 21 chilotoni con più di 65.000 morti; fu solo la conformazione del terreno ad evitare danni maggiori e molte più vittime.

Il ciclotrone (a sinistra) viene gettato nella baia di Tokyo (destra)


A 50 km dal luogo dell'esplosione fu rinvenuta una capsula – lanciata da un aereo di scorta del bombardiere – contenente una lettera indirizzata a Ryokichi Sagane, fisico del Riken che prima della guerra aveva lavorato in California. Si trattava di un messaggio personale di tre ricercatori statunitensi che chiedevano a Sagane di convincere lo Stato maggiore giapponese alla cessazione delle ostilità. Sagane ricevette la lettera solo un mese dopo, e nel 1949 uno degli autori, Luis Alvarez – premio Nobel per la fisica nel 1968 – appose la sua firma autogafa su quella commovente quanto inutile missiva.

È ancora storicamente dibattuto se la resa immediata del Giappone dopo Hiroshima avrebbe potuto evitare il bombardamento di Nagasaki e soprattutto se la cessazione delle ostilità sia avvenuta per 'merito' delle armi nucleari o piuttosto sia stata causata dall'entrata in guerra della Russia sul fronte della Manciuria, sempre in quel fatidico 9 agosto 1945.


Con la cessazione delle ostilità, gli americani confiscarono i ciclotroni del Riken in quanto formalmente coinvolti nel programma bellico giapponese. Nonostante la strenua opposizione di Nishina i ciclotroni furono gettati nella baia di Tokyo. A distanza di anni questo gesto fu di aiuto agli scienziati giapponesi: sull'onda dell'indignazione di tutto il mondo per il sopruso dei militari, infatti, riuscirono ad ottenere finanziamenti per costruire nuovi e più potenti acceleratori. Negli anni successivi il Riken divenne uno degli istituti di frontiera in questo campo dando poi vita al KEK, Istituto degli acceleratori di alte energie, e realizzando enormi e modernissime strutture come la sorgente di luce di sincrotrone Spring-8, un impianto che viene utilizzato in tutti i campi scientifici, tecnici ed ingegneristici, spaziando dalla fisica applicata alla biologia, dalla geologia all’ingegneria. 

martedì 14 gennaio 2014

Manga e discriminazione nella scienza giapponese

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La copertina incriminata della rivista della Società dell’intelligenza artificiale giapponese
In questi giorni il Japan times ha riportato le scuse della Società giapponese per l’intelligenza artificiale. Le loro colpe? Aver utilizzato l’immagine accanto per la copertina della loro rivista scientifica. La copertina – scelta in base ad una competizione pubblica – è stata (ma non è riportato da chi) ritenuta discriminatoria e sessista.
L’immagine ha molti errori concettuali e tecnici (vedi dopo  per un’analisi semiseria) ed è forse più adatta ad un manga che ad una rivista scientifica, ma è comunque rappresentativa del diffuso uso che la società giapponese pubblica e privata fa di figure disegnate – in prevalenza  femminili – per trasmettere un messaggio. Metropolitana, polizia, pompieri hanno tutti varie mascotte e character che utilizzano in poster e pubblicità.

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Ad esempio questo qui accanto è un poster che invita ad arruolarsi nelle forze di autodifesa giapponese.

(continua a leggere su scientificast)
Arruolati nelle forze di autodifesa giapponesi (e combatterai Godzilla, Mothra, alieni e molto altro)

giovedì 3 ottobre 2013

Cerimonia in suffragio degli animali utilizzati negli esperimenti al RIKEN

Oggi si è tenuta una cerimonia in memoria degli animali morti per la sperimentazione  al RIKEN. Oltre al ringraziamento per il sacrificio  delle cavie sono state ricordate le principali scoperte effettuate al RIKEN e le relative applicazioni mediche sull'uomo. 
In Giappone tutti gli istituti di ricerca e le università tengono questa cerimonia una volta l'anno




martedì 6 agosto 2013

Il bombardamento di Hiroshima, gli scienziati giapponesi e Nishina




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Yoshio Nishina (1890-1951)
Il 6 Agosto 1945 un ordigno nucleare fu lanciato sulla città di Hiroshima, causando circa 140,000 morti, tra decessi immediati e per successivi tumori. 
La bomba era  relativemente semplice: un cilindro  di uranio entrava in un tubo, sempre d'uranio, facendo raggiungere la massa critica per innescare una reazione nucleare a catena. Il potere distruttivo fu di circa 11,000 tonnellate di esplosivo convenzionale[1].
Il Giappone aveva un suo programma di ricerca sulle armi nucleari, ma non aveva fatto molti progressi.  Tra i partecipanti al progetto, il fisico teorico Yoshio Nishina, poi noto per la formula Klein-Nishina, (probabilità di emissione di fotoni da parte di un elettrone).
Schema di 'Little Boy'
la bomba all'uranio usata
contro Hiroshima
Exposed X-ray film
Lastra fotografica impressionata dai raggi X
della radiazione della bomba nucleare.
I raggi X penetrarono il cemento e il piombo in cui
le lastre erano contenute (da qui)
Nishina riuscì a raggiungere quello che restava di Hiroshima solo l'8 agosto. Già altri suoi colleghi avevano scritto, in una serie di rapporti, che l'ordigno utilizzato era - come dichiarato dal presidente Truman - di tipo nucleare. I militari negavano strenuamente la possibilità, ipotizzando bombe al fosforo o magnesio e speravano di poter continuare la guerra. Le evidenze erano però incontrovertibili: fusione delle tegole che implicava più di 2000 gradi, impressione delle lastre a raggi X negli ospedali, radiazione residua nell'area colpita... e lasciavano poco spazio alle speculazioni.
Tuttavia i rapporti che raggiungevano Tokyo erano contrastanti e quello di Nishina arrivò solo il 9 agosto, il giorno del bombardamento di Nagasaki. (Qui  un dettagliato ed interessante resoconto dello stato della ricerca nucleare in Giappone nella seconda guerra mondiale e la reazione degli scienziati alla notizia della bomba)[2].
E' ancora storicamente dibattuto se la resa immediata  del Giappone dopo Hiroshima avrebbe potuto evitare il bombardamento Nagasaki (in quel caso la bomba era al plutonio, con un innesco di esplosivo convenzionale per comprimere la sfera di plutonio oltre il raggio critico. I costruttori erano 'curiosi' di sapere se avesse funzionato e quanta era la sua effettiva potenza). 

E' inoltre ancora dibattuto se la resa sia avvenuta per 'merito' delle armi nucleari o piuttosto causata dall'entrata in guerra della Russia, sempre il fatidico 9 agosto 1945. 

Il quotidiano Asahi Shimbun dedica una serie di pagine ai  racconti dei superstiti, esposti  sia al dolore immediato che a lungo termine, spesso combattendo anche con  l'ostracismo dei loro stessi connazionali.  


[1] Le bombe di Hiroshima e Nagasaki furono molto piccole se confrontate con le bombe all'idrogeno, più di 1000 volte più devastanti: per dare un'idea, su Roma le prime due distruggerebbero 'solo' qualche rione in centro, mentre quelle a fusione da 10Mt spazzerebbero via tutto quello che c'è entro il Raccordo Anulare. Qui un applicazione che confronta la potenza delle armi nucleari in circolazione.

[2] Dopo la guerra gli americani buttarono i ciclotroni del RIKEN nella baia di Tokyo come atto di ripicca. Involontariamente fecero un favore agli scienziati giapponesi, che poterono chiedre finanziamenti per costruire acceleratori migliori. Il RIKEN divenne uno degli istituti di frontiera nello sviluppo degli acceleratori. Questa sezione divenne poi il KEK

mercoledì 17 aprile 2013

Italia del Futuro: inaugurazione a Tokyo della mostra scientifica e tecnologica


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Nell'ambito delle attività dell'Italia in Giappone 2013 si è svolta ieri l'inaugurazione della mostra Italia del Futuro. Partecipanti -  tra gli altri -  il Presidente dell'INFN Ferroni, del CNR Nicolais, del RIKEN Noyori, della JSPS Anzai.

Dopo l'intervento dell'Ambasciatore Giorgi,  molto attento alle problematiche dello scambio scientifico e tecnologico tra l'Italia ed il Giappone, vi sono stati gli interventi dei partecipanti, moderati dall'addetto scientifico Alberto Mengoni.
Il Presidente dell'INFN Prof Fernando Ferroni, presenta
l'esperimento JEM-EUSO, una delle attività di collaborazione tra
 Italia e Giappone nelle  ricerca in fisica  fondamentrale 
Tra questi, Ferroni ha presentato le attività principali di collaborazione tra Italia e Giappone, tra cui Opera (fascio di neutrini dal Cern al Gran Sasso), JEM-EUSO, un rivelatore di raggi cosmici di ultra-alta energia dalla stazione spaziale e SuperKEK B. 
Molto interessanti sono stati gli inteventi dei gaipponesi, soprattutto della JSPS Anzai. La JSPS è un organismo centrale preposto all'assegnazione di fondi in Giappone: inoltre promuove scambi internazionali invitando ricercatori e studenti dall'estero in Giappone. 



Il Presidente del RIKEN Ryoji Noyori,
 Premio Nobel per la Chimica 2001
Gli interventi  contributi del Direttore dell'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) Roberto Cingolani e di Paolo Dario (Isitituto di Biorobotica, Scuola Superiore di Sant'Anna) hanno introdotto la dimostrazione del robot iCub, un interessante e simpatico automa open-source ed open-platform che coniuga tecnologia avanzatissima con un gusto artistico che ne facilita l'interazione con l'uomo (punto fondamentale se  dovranno essere usati in asili e case per anziani).
Il Presidente della JSPS, Yuichiro Anzai

La mostra è allestita all'Istituto Italiano di Cultura in Tokyo: non è molto grande ma presenta molti interessati stand con cui è possibile interagire con le tecnologie sviluppate in Italia,  spesso in collaborazione con il Giappone.



Tasto dolente  per l'Italia del "Futuro" è l'assenza di prospettive per il precariato della ricerca: questo è un problema che si riscontra anche in Giappone (molti post-doc, poche posizioni permanenti), dove però gli sbocchi professionali nelle università o nell'industria (che riconosce l'esperienza acquisita) sono maggiori che in Italia. Inoltre, come puntualizzato da Ferroni, in Giappone vi è un ente nazionale, la JSPS, che promuove lo scambio di ricercatori e studenti con l'estero, mentre nel nostro paese questo è lasciato alle iniziative dei singoli enti sui  pochi fondi ed evanescenti fondi.
Se l'Italia è il paese dove si riesce a compensare la carenza di risorse con l'iniziativa e l'inventiva personale, sarà difficile riuscire a recuperare un trend negativo che prosegue da anni (e con scarsissimo ricambio di personale) e che non accenna ad invertire direzione.


Il Robot iCub


venerdì 12 aprile 2013

Riken Open Campus, April 20 2013


RIKEN Open Day
Logo of the event

Also this year, the RIKEN open campus will be held Saturday, April 20, 2013 - from 9:00 to 16:00 ( here the link in Japanese). This event, which involves all the laboratories of the institute,wants to show the researches carried out in the fields of physics, biology, medicine, chemistry .... There are both  lectures and experiments be carried out with the participants.
As last year, our laboratory will be involved with a number of lectures on space (in Japanese and English), with 3D video, the use of Fresnel lenses and the model of JEM-EUSO, for the study of cosmic rays from the International Space Station.

Mock-up model of the space telescope JEM-EUSO



Posters on environemntal radiation 
We qill also measure the radiation environment and compare with that of objects of common use.
The RIKEN is located in Wako, Saitama Prefecture, about fifteen minutes from Ikebukuro.


Those who can not participate in the 20, are of course welcome anytime!

mercoledì 3 aprile 2013

Riken Open Campus, 20 aprile 2013

RIKEN Open Day
Logo della manifestazione
Anche quest'anno il prossimo sabato 20 aprile 2013 si terrà - dalle 9.00 alle 16:00  l'open day del RIKEN (qui il link in Giapponese).  Questa manifestazione, che coinvolge tutti  i laboratori dell'istituto, mira a far toccare con mano  le ricerche che vengono svolte nel campo della  fisica, biologia, medicina, chimica....  Sono previste sia conferenze divulgative che esperimenti da svolgere con i partecipanti.
Come l'anno scorso, anche il nostro laboratorio sarà coinvolto con una serie di conferenze divulgative sullo spazio (in giapponese ed inglese), con video in 3D, l'uso di lenti di Fresnel ed il modello del'esperimento JEM-EUSO, per lo studio di raggi cosmici dalla stazione spaziale internazionale. 

Il modello del telescopio spaziale JEM-EUSO 



Poster sulla radiazione ambientael
Verrà  anche misurata la radiazione ambientale e confrontata con quella di oggetti di uso  comune.
Il RIKEN si trova a Wako, prefettura di Saitama, ad una quindicina di minuti da Ikebukuro.


Chi non può partecipare il 20, è ovviamente sempre benvenuto!


sabato 30 giugno 2012

Let's measure Radiation: the radioactivity of everyday objects 放射線を測って見よう

This post is based on a stand the JEM-EUSO group  prepared for RIKEN open campus, in April 2012. 


The poster prepared fo RIKEN open campus 2012. Click to enlarge
Special thanks to I. Kaneko for the graphic layout and to H. Miyamoto
for the Japanese translation.





Polonium creeps into tobacco
Tobacco is the single largest source of radiation affecting to man, both in Europe and Asia and worldwide. In fact cigarettes contain polonium-210, which accumulates on the tobacco leaves due to the fertilizer used, apatite, which also includes radium and lead-210.Smoking, polonium is deposited at bifurcations of the bronchi with the lungs, one of the places where they originate many of the cancers of smokers.
Smoking a pack of cigarettes a day, we are exposed to 100 mSv each year (compared to a threshold of 15mSv and an average of 1mSv). Consequently the risk of getting cancer is 25 times greater than those subject only to environmental radon. Note that these figures are for deaths due to radiation and do not include those for cancer directly caused by carcinogenic substances in the smoke. Moreover, the tar in cigarette smoke also has the effect of fixing the particles of radon in the lungs by preventing the body to eject the radioactive material  and increasing the damage compared to a non-smoker who is exposed to the same quantity of radon. It is estimated that every year in Europe, a tenth of deaths from lung cancer, about 20,000 cases are due to exposure to radon and polonium. From these estimates we can conclude that fifty years of smoking have caused – only for the radiation component - a million deaths in Europe.
In detail, the probability of contracting lung cancer before 75 years at concentrations of 0, 100 and 400 Bq/m3 radon is equal to, respectively, 0.4%, 0.5% and 0.7% for non-smokers. For those who smoke a pack of cigarettes a day the risk rises to 10%, 12% and 16%. An estimated 20,000 deaths in Europe each year from lung cancer are due to exposure to radon (9% of all deaths from lung cancer, representing 2% of deaths from all cancers). 

肥料からポロニウムを吸収 
タバコは単体で人体に最大の影響を及ぼす放射線源で、その影響はヨーロッパやアジア、世界各国に及びます。
タバコを製造する際に使用するタバコの葉には放射性物質が含まれています。特にポロニウム210やラジウム、鉛210を含んでいて、そのほとんどが土壌と肥料から吸収したものです。
喫煙により、ポロニウムは肺につながる気管支の分岐に蓄積されます。喫煙者のがんの多くが発症する部位の一つです。

たばこを1日1箱吸うと、1年間に100ミリシーベルトの放射線を浴びることになります(法で定められた年間許容量は20ミリシーベルト、日本の平均自然放射線量は1ミリシーベルト)。結果として、自然界のラドンからの放射線のみを浴びている場合と比べてがんになるリスクが25倍になります。ただし、これらの図は放射線による死亡率を表したもので、タバコに含まれる発がん性物質によるがんは含まれていません。更にタバコの煙に含まれるタールは放射性物質を体外に排出する働きを妨げるため、肺の中のラドンの粒子を固定し、同量のラドンに曝された非喫煙者に比べて、よりダメージが大きくなります。ヨーロッパでは毎年肺がんによる死亡件数のうち10%に当たる2万人がラドンやポロニウムの放射によるものであると見られています。これらの見積もりから50年間の喫煙による志望者数は(放射性物質によるものだけで)ヨーロッパにおいて 100 万人に上ることになります。
より詳しく述べると、75歳以下の肺がんの発症率は、非喫煙者の場合、1立方メートル当り0、100、400ベクレルのラドンに被ばくした場合、それぞれ全体の0.4%、 0.5%、 0.7%なのに対して、喫煙者の場合はリスクがそれぞれ10%、 12%、 16%に上がります。ヨーロッパにおける年間2万件の肺がんによる死亡推定件数はラドンの被ばくによるものです(肺がん死亡件数のうち9%がラドン被ばくによるもので、これは全てのがんによる死亡率の2%にあたります)



Food

All food contains small amounts of radioactive material: for instance  bananas contain about 125Bq/kg of potassium-40 (which means that a kilogram of bananas contains 125 Potassium nuclei that decay each second). Brazil nuts can contain up to 260 Bq/kg of radium. Currently all food limits are at 100 Bq/kg or below for cesium. It should be noted that there may be a difference in the total dose depending on the speed of the various radioactive substances are expelled from the body (for example, the potassium is removed rela

tively fast, while cesium may remain in the human body for a longer period).


私たちが普段口にする食べ物は全て微量の放射性物質を含んでいます。例えばバナナは1kg当り125Bqのカリウム40を含んでいます(バナナに含まれるカリウムは、毎秒1kg当り125個ずつ崩壊しながら放射線を出します)。同様にブラジルのナッツには1kg当たり260Bq以下のラジウムが含まれています。現在全ての食物において、セシウムの含有量は  1kg当り100Bq以下に制限されています。ここで注意しなければならないのは、取り込まれた放射性物質が私たちの体から排出されるまでの時間によって、私たちの体が浴びる総放射線量が変わるということです(例えば、セシウムが長く体内に留まるのに対して、カリウムは比較的早く体外に排出されます)。







martedì 24 aprile 2012

Open Campus al RIKEN: Da Galileo alla stazione spaziale alla radioattività



Lo scorso 21 Aprile si è svolto l'Open Campus presso i laboratori del RIKEN di Wako. 

L'evento ha visto la partecipazione di più di ottomila persone, adulti, studenti e bambini, che hanno visitato i laboratori di ricerca ed assististo a presentazioni e dimostrazioni su campi che spaziano dalla fisica delle particelle elementari alla biologia allo chimica.
Nel nostro caso, oltre a varie presentazioni in 3D sulla Stazione Spaziale Internazionale e sull'esperimento JEM-EUSO erano stati allestiti degli stand sull'ottica delle lenti di Fresnel, sulla misura della radioattività e sull'astronomia con  le macchine fotografiche digitali. 
Questi ultimi due argomenti hanno riscosso un notevole successo, sia per il recente incidente di Fukushima che per il fascino che stelle e pianeti hanno nei confronti di grandi e piccini e saranno l'oggetto di post dedicati.





Video e presentazione in 3D sulla
nostra percezione del sistema solare
 prima e dopo le scoperte di Galileo. 
Dall'infinito l'immagine della lente risulta ingrandita e rovesciata

Uno dei poster: "Astronomia con una comune  macchina fotografica digitale"
Bambini in fila per farsi fotografare "distorti" dalla
lente di Fresnel

Un altro poster: "Radioattività negli oggetti di tutti
i giorni"

lunedì 5 dicembre 2011

Manga, Scienza e giochi di parole.

Quark e leptoni versione manga
(dal sito del KEK)
Gli istituti di ricerca giapponesi hanno sempre posto una particolare attenzione nella divulgazione delle ricerche che svolgono  e delle loro ricadute tecnologiche e nella vita di tutti i giorni. Open house, fiere, concorsi e dimostrazioni per i bambini sono organizzati periodicamente in tutti gli enti più importanti. 
Alcuni di essi si sono cimentati nella realizzazione di manga a carattere scientifico per rendere più accessibile la comprensione di fenomeni come l'aurora, il campo geomagnetico, le forze e le particelle elementari. 
Negli anni  il livello per queste pubblicazioni è andata crescendo, con pubblicazioni che uniscono una veste grafica molto curata  ad una quantità di informazioni che - pur spiegate con semplicità - nulla sacrificano alla accuratezza scientifica. 
Purtroppo studiare i raggi cosmici
non è come andare in astronave
Tra questi vale la pena citare la serie sulla fisica spaziale e geofisica del laboratorio solare terrestre di Nagoya:
che presentano sia una versione in giapponese che una in inglese.
Le traduzioni sono accurate, anche se - come spesso avviene per i fumetti giapponesi - risulta molto difficile tradurre i giochi di parole ed i doppi significati della lingua parlata. 
In questo caso il cane robot  Mirubo sta cercando di spiegare i raggi cosmici a Mol-chan, studentessa delle elementari. Raggi cosmici  (宇宙線) si pronuncia "uchuu-sen"/spazio-linea, esattamente come astronave (宇宙船 spazio-nave), da cui la comprensibile eccitazione della bambina, subito spenta dal cagnone...

Anche il KEK, l'istituto di acceleratori di particelle di alta energia di Tsukuba, a nord di Tokyo, ha una vasta pagina di attività per bambini e tra questi vi sono più di trenta storie che spaziano dalla fisica teorica, agli acceleratori ai buchi neri. 

Nel caso del RIKEN, primo grande istituto di ricerca giapponese, una serie di manga a volumi ha ripercorso la fondazione del centro di ricerca nei primi anni del XX secolo sino alla seconda guerra mondiale ed al difficile periodo post-bellico.

In tutti i casi si tratta di prodotti di altissimo livello che tendono ad avvicinare il pubblico alla scienza ed alle ricerche - finanziate con fondi pubblici - ivi realizzate. La traduzione in inglese ha offerto e continua ad offrire ottimi spunti per insegnanti delle scuole di tutto il mondo. 



La storia del RIKEN,
serializzata in 7 volumi
da young jump nel 1989