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lunedì 4 febbraio 2013

Comici irlandesi, Karl Popper ed ImPar Condicio nella scienza



Dara Ó Briain è un comico irlandese noto soprattutto nei paesi di lingua anglosassone. In questo video ci narra la sua posizione su scienza, medicina e rimedi alternativi, omeopatici e "alternativi".
Non  ha senso parlare di  par condicio  quando si ha a che fare con la scienza "ufficiale", dice il comico di Dublino;  il fatto che la scienza non sa tutto - argomenta - non autorizza a "tappare i buchi" con qualunque teoria squinternata o folle pozione pseudo-medioevale.
Ó Briain, che  ha studiato matematica e fisica, attacca frontalmente e con arguzia  uno dei principali problemi delle trasmissioni "scientifiche" o dei talk show: non esistono 'due versioni' come nel caso della politica, del calcio o - talvolta - delle interpretazioni degli eventi storici.
Il filosofo Karl Popper
 Questa 'posizione  privilegiata' deriva dal metodo scientifico, introdotto da Galileo Galilei: negli ultimi quattro secoli ha fatto progredire le conoscenze del nostro universo e introdotto innumerevoli applicazioni pratiche ed invenzioni che hanno cambiato la faccia del pianeta. 
Popper ed i filosofi neo-positivisti hanno formalizzato questo processo investigativo agli inizi del XX secolo:  ripetendo l'esperimento, una teoria scientifica può essere verificata o falsificata. Può quindi essere dimostrata errata (è il caso dei neutrini superluminari) o valida in un contesto ristretto (come per la Legge di gravitazione di Newton e la Teoria della relatività di Einstein). 
Talvolta dati e misure possono essere  artefatti con malizia; in altri casi teorie trascurate o addirittura derise (come la materia oscura) passano in primo piano. Il processo investigativo può richiedere decenni e non è scevro di imbrogli, lobbies e lotte di potere, ma senz'altro non può aver luogo e non può svolgersi nel format televisivo che lo showman  deride nel suo brillante discorso.

Grazie ad Oscar per il link. 


martedì 24 aprile 2012

Open Campus al RIKEN: Da Galileo alla stazione spaziale alla radioattività



Lo scorso 21 Aprile si è svolto l'Open Campus presso i laboratori del RIKEN di Wako. 

L'evento ha visto la partecipazione di più di ottomila persone, adulti, studenti e bambini, che hanno visitato i laboratori di ricerca ed assististo a presentazioni e dimostrazioni su campi che spaziano dalla fisica delle particelle elementari alla biologia allo chimica.
Nel nostro caso, oltre a varie presentazioni in 3D sulla Stazione Spaziale Internazionale e sull'esperimento JEM-EUSO erano stati allestiti degli stand sull'ottica delle lenti di Fresnel, sulla misura della radioattività e sull'astronomia con  le macchine fotografiche digitali. 
Questi ultimi due argomenti hanno riscosso un notevole successo, sia per il recente incidente di Fukushima che per il fascino che stelle e pianeti hanno nei confronti di grandi e piccini e saranno l'oggetto di post dedicati.





Video e presentazione in 3D sulla
nostra percezione del sistema solare
 prima e dopo le scoperte di Galileo. 
Dall'infinito l'immagine della lente risulta ingrandita e rovesciata

Uno dei poster: "Astronomia con una comune  macchina fotografica digitale"
Bambini in fila per farsi fotografare "distorti" dalla
lente di Fresnel

Un altro poster: "Radioattività negli oggetti di tutti
i giorni"