giovedì 30 giugno 2011

Tè e funghi: aggiornamento sulla contaminazione del cibo in Giappone


Anche nel mese di giugno 2011 le coop giapponesi hanno fornito ai clienti una tabella delle contaminazioni dei cibi venduti. Tutti i prodotti risultano al di sotto dei livelli di guardia (2000 Bq/kg per verdure, 500 Bq/kg  per carne e uova, 200 Bq/l per latte e acqua. In questo  post precedente la tabella completa). Lo iodio è completamente sparito per il suo rapido tempo di decadimento ma rimangono tracce di Cesio (134 e 137). Rispetto al mese scorso, i valori maggiori sono stati rinvenuti nei funghi Shiitake. I funghi (come le alghe ed i bambù) assorbono una gran quantità di materiali pesanti e possono accumulare anche sostanze radioattive. I funghi di alcune zone dell'europa dell'est contengono ancora materiale radioattivo rilasciato al tempo dell'incidente di Chernobyl. Anche se non c'è alcun pericolo nel consumare questa rinomata pietanza, è comunque preferibile evitare di darla ai bambini. 

Dati della radioattività nel cibo a giugno 2011,  i funghi Shitake (indicato con l'asterisco)  sono quelli ad aver  una quantità maggiore di radiazione, per quanto sotto la soglia. 




Questo mese il volantino non riporta il tè di Shizuoka, ma dal link al Ministero della Salute  si accede ad una miniera di dati (putroppo in giapponese) sulla radiazione contenuta nel cibo delle prefetture nipponiche. Tra i vari documenti in pdf sono presenti anche le misure sul tè della regione di Shizuoka, riportato sotto.
I valori riguardano il tè in foglie ed in polvere: i valori più alti sono 74 Bq/kq per quello appena colto e 311 Bq/kg per quello essiccato. L'apparente maggiore radioattività nel tè in polvere è solo dovuta alla minore quantità d'acqua in esso contenuto: togliere l'acqua equivale ad aumentare la densità di materiale vegetale e dunque anche l'attività per chilogrammo. Per una teiera di circa 300 ml servono  circa 6 grammi di tè, bevendo sette teiere al giorno, per un totale di 2.1 litri, si è ingeriscono appena 13 Bq, una quantità talmente piccola da  risultare difficile a misurarsi con i più sofisticati strumenti. Anche ingerire un chilogrammo di tè in polvere non avrebbe nessun effetto sulla salute (ma non sulle tasche, dato che la qualità migliore dell'oro verde può costare decine o centinaia di euro all'etto).



Misure del cesio contenuto nel tè raccolto nella regione di Shizuoka. I valori sono sotto la soglia di guardia sia per il tè  appena colto che essiccato.




Tratto ed adattato dal libro "Come sopravvivere alla radioattività", Cooper 2011

mercoledì 29 giugno 2011

Due Lanci da Baikonur

Due video  di lanci cui ho avuto la fortuna di assistere dal cosmodromo spaziale di Baikonur, in Kazakistan.

Il primo, notturno è del cargo Progress,(Progress 20P, 21 dicembre 2005, ore 22:58 ora di Mosca).
La capsula era diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale  con varie tonnellate di cargo e cibo. Tra le altre cose erano contenuti i dosimetri, le carte di memoria ed il materiale di schermatura dalla radiazione per l'esperimento ALTCRISS, precursore di ALTEA






Il secondo video è quello di Pamela, lo spettrometro magnetico lanciato cinque anni or sono dalla stessa rampa di lancio della Progress.


Alla fine di entrambi i video, con un po' di attenzione, si vede lo sgancio dei 4 razzi laterali (a circa 120 secondi dal lancio).
L'audio putroppo non rende l'idea del rombo potente e di bassa frequenza del momento del lancio.

martedì 28 giugno 2011

Rivelatori di Radiazione: 1) Il Contatore Geiger

L’uomo non è in grado di percepire la presenza di radiazione e deve ricorrere all'ausilio di strumenti che misurano la quantità di radioattività nell'ambiente. La precisione e la sensibilità dei rivelatori consente di registrare il singolo decadimento e la singola particella radioattiva: se da un lato questo permette un’accuratezza non possibile in molti altri campi scientifici, dall’altro ha spesso ingenerato confusione a causa della associazione radiazione-pericolo. 

I rivelatori  sono di vari tipi ma possono essere divisi in attivi (richiedono le batterie e dicono la radiazione istante per istante) e passivi (dosimetri che forniscono la dose accumulata in un certo periodo di tempo).  

Il tubo Geiger-Müller


Questo rivelatore prende il nome dai suo inventori Hans Wilhelm Geiger (1882-1945) e Walther Müller (1905-1979). E' il più semplice misuratore di radiazione attivo: consiste in un tubo in cui è sigillato del gas. Quando il tubo è portato ad alta tensione, gli elettroni ionizzati dal passaggio della particella producono una scarica elettrica che viene letta dai circuiti elettronici. Se il circuito è collegato ad un altoparlante questo emette il caratteristico ticchettio. Dal numero di conteggi in un certo tempo si ottiene la quantità di radiazione o dose in quel momento.

Tubo Geiger di fabbricazione russa. Al suo interno è contenuta una miscela di gas. Al centro si trova un filo conduttore che raccoglie gli elettroni prodotti dal passaggio della radiazione. Notate il materiale isolante (di colore rossiccio) posto ai due estremi del cilindro, necessario per isolare il polo positivo (le due estremità) da quello negativo (il corpo del cilindro)



Schema di un contatore Geiger (da wikipedia). La radiazione rilasciano elettroni che  producono un segnale elettrico quando toccano il filo anodico al centro del cilindro. 




Per produrre un segnale, la radiazione deve perciò attraversare il tubo metallico per raggiungere il gas contenuto all'interno. Dato che la radiazione alfa (nuclei di elio) è molto meno penetrante dei beta (elettroni) e dei gamma (fotoni), i Geiger risultano adatti per misurare raggi gamma, e sono solo debolmente efficaci ai beta e ciechi agli alfa. Per misurare le particelle alfa è necessario un contatore che abbia un’apertura speciale (di solito in mica)  per far sì che la radiazione non sia assorbita dal metallo. Nelle figure sono mostrati i due contatori Geiger in mio possesso. Uno è portatile, di fabbricazione russa, e l’altro è un residuato bellico dell'esercito della  Germania dell’Est. I due rivelatori sono molto affidabili e forniscono misure in accordo tra loro, anche se il secondo ha problemi a funzionare in condizioni di bassa radioattività ambientale. Rivelatori del genere sono acquistabili nei negozi specializzati o su internet per meno di 100 euro. 
Contatore portatile russo. La lettura è digitale. Il tubo Geiger è posto sul fianco destro della scatola. 

Contatore Geiger in dotazione all'esercito della'ex  Germania dell'Est.  Ci sono due tubi, uno all'interno del contenitore ed l'altro  all'estremità dell'asta, per misurare materiali pericolosi. La quantità di radiazione  per cui è studiato questo rivelatore è quella che si produrrebbe in caso di una guerra nucleare, ossia più di cento milioni di volte superiore a quello normale. E' comunque in grado di rivelare anche il fondo di radiazione ambientale.


Come effettuare le misure

Le letture effettuate dai contatori possono variare molto a seconda del luogo e del momento in cui si effettua la misura. Oltre a queste variazioni ambientali vi sono le fluttuazioni intrinseche dello strumento, legate alla probabilità di registrare i decadimenti radioattivi in un certo istante: ad ogni numero di conteggi (non della misura) è associato un errore statistico che è pari alla radice quadrata dei conteggi. Ad esempio, se ho 100 conteggi in un minuto (che per un ipotetico rivelatore corrispondono a 0.2microSv/h), l'errore della misura è +/- 10 conteggi (quindi tra 90 e 110) e la misura corrispondente varia tra (0.18 microSv/h e 0.22 microSv/h). Se si vuole essere sicuri della precisione della misura conviene effettuare più misure nello stesso punto e fare una media.
Questo tipo di rivelatori misura meglio la radiazione nell'aria, per cui è preferibile tenerlo in mano per avere una stima migliore della quantità di radiazione cui si è esposti. Nel caso delle misure ambientali in Giappone e soprattutto vicino a Fukushima, si usa un metro di altezza per verificare l'esposizione degli adulti e 50 cm per i bambini. Se si sospetta vi sia materiale radioattivo depositato al suolo lo si può lasciare per terra. Tra l'altro, comparando questi tre numeri si può capire se la radiazione sia maggiormente presente al suolo o nell'aria. Attenzione però a tener conto dell'errore associato:  se misuro 0.2+-0.02 microSv/h  al suolo, 0.15+-0.02 microSv/h a 50 cm d'altezza e 0.1+-0.02 microSv/h ad un metro si può ragionevolmente supporre che vi sia una maggior radioattività per terra. Misure  come 0.2+-0.02 microSv/h  al suolo, 0.19+-0.02 microSv/h a 50 cm d'altezza e 0.18+-0.02 microSv/h ci dicono che la radioattività è la stessa ovunque.